Lunedi, 15 Luglio, 2019

Facebook, il co-fondatore dice che l'azienda va smembrata

L’ex cofondatore di Facebook è favorevole allo “spezzatino”. Zuckerberg risponde Il co-fondatore di Facebook attacca Zuckerberg: "Ecco perché va fermato"
Esposti Saturniano | 13 Mag, 2019, 10:47

Uno dei più grandi detrattori dell'assetto attuale della società però si è palesato solo in questi giorni e arriva proprio da un passato trascorso nell'azienda: si tratta di Chris Hughes, che di Facebook è stato nientemeno che co-fondatore. Il cofondatore fa riferimento al controllo di Facebook su altre determinanti piattaforme social e di messagistica: dal servizio interno Messenger a Whatsapp, oltre all'altra piattaforma social Instagram. "Siamo un paese che ha la tradizione di governare i monopoli, a prescindere dalle buone intenzione delle persone che guidano le aziende" dominanti: "il potere di Mark è senza precedenti, è anti-americano" dice Hughes, precisando che l'"America è basata sull'idea che il potere non dovrebbe essere concentrato su una singola persona perché tutti siamo fallibili".

Hughes co-fondò Facebook nel 2004 a Harvard con Zuckerberg e Dustin Moskovitz. Lasciò Facebook nel 2007 e in seguito dichiarò su LinkedIn di aver guadagnato mezzo miliardo di dollari con suoi tre anni di lavoro nella società. Ma sono arrabbiato sul fatto che la sua attenzione sulla crescita lo abbia portato a sacrificare la sicurezza e la civiltà dei click. Nessuna indiscrezione da parte di Zuckerberg e Del Vecchio sui motivi della visita ma secondo alcuni ci sarebbe una collaborazione in vista. Hughes si riferisce allo sviluppo del news feed, la paginata di notizie divenuta gradualmente centrale nello sviluppo di Facebook, e tramite la quale ora molte persone formano la propria opinione sugli avvenimenti che li circondano; una serie di algoritmi che "possono plasmare la cultura di un Paese e influenzare elezioni". La senatrice democratica Elizabeth Warren a marzo ha promesso di smembrare Facebook, Amazon e Google se verrà eletta presidente degli Stati uniti nel 2020, per promuovere la concorrenza nel settore hi tech.

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