Mercoledì, 22 Mag, 2019

Al via i nuovi Pir, decreto pubblicato in Gazzetta

Nuovi PIR quali rischi per i risparmiatori Risparmio, attuativa la riforma dei PIR
Esposti Saturniano | 11 Mag, 2019, 11:40

Riforma dei PIR al via: sono operative le nuove norme introdotte dalla manovra 2019 (commi da 211 a 215) sulla composizione dei piani di risparmio a lungo termine (introdotti nel 2017), che ad esempio sono obbligati a investire almeno il 3,5% in azioni di PMI ammesse ai sistemi multilaterali di negoziazione, e una quota analoga in fondi di venture capital.

La verifica sulle PMI target dovrà essere effettuata al momento dell'investimento iniziale da parte del fondo, come richiesto da AIFI e, come già indicato nella Legge di bilancio per il 2019. Dall'altra, mette in guardia sulla limitata applicabilità del provvedimento. "Alla fine del 2018 all'Aim di Borsa italiana erano quotati poco più di 60 titoli emessi da Pmi italiane non finanziarie, con una capitalizzazione complessiva di circa 3 miliardi e un flottante medio del 30%. Lo scorso anno quasi la metà di questi titoli non ha registrato scambi per almeno un quarto dei giorni di contrattazione". Prevista anche la possibilità di acquistare quote o azioni di una Pmi non quotata da un investitore precedente solo in combinazione con un apporto di nuovo capitale pari almeno al 50% dell'ammontare complessivo dell'investimento. Inoltre - prosegue Bankitalia - sono strumenti sostanzialmente illiquidi. La valutazione del loro portafoglio avviene di norma solo semestralmente. Tali perdite potrebbero riflettersi negativamente sui risultati dei PIR e sulla reputazione degli intermediari che li promuovono. Sul fronte del limite agli aiuti per il finanziamento del rischio è previsto che ciascuna Pmi emittente gli strumenti finanziari ammessi alle negoziazioni sui sistemi multilaterali di negoziazione e ciascuna Pmi i cui strumenti finanziari sono oggetto di investimento da parte dei fondi per il venture capital non può ricevere un ammontare complessivo di risorse finanziarie a titolo di qualsiasi misura di aiuto per il finanziamento del rischio superiore a 15 milioni di euro.

Positiva invece l'Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt: "Soddisfatta poiché sono stati rispettati gli obiettivi originali della legge e sono state accolte alcune indicazioni". Per Aifi questa è "un'occasione per promuovere il venture capital e l'innovazione nel nostro Paese". L'associazione si dice pronta all'apertura di un tavolo di confronto e lavoro: "L'associazione vuole supportare l'attività dei gestori Pir nel lancio dei nuovi prodotti che potranno essere strumento di supporto alla crescita dell'innovazione in Italia", ha commentato il presidente Ignazio Cipolletta.

Ma c'è anche chi plaude alla svolta del governo.

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