Sabato, 19 Ottobre, 2019

L’Ue sta per avviare un’indagine su Apple dopo le accuse di Spotify

L'UE raccoglie l'accusa di Spotify: pronta a indagare su Apple per anti-concorrenza La denuncia di Spotify contro Apple muove l’UE: parte indagine antitrust
Acerboni Ferdinando | 09 Mag, 2019, 11:53

La guerra della musica è iniziata, e la Ue si appresta a scendere in campo per fare da arbitro e sanzionare i comportamenti scorretti. L'apertura di un fascicolo nei confronti di Apple non implica certo l'individuazione di un comportamento vietato ma è comunque una brutta notizia per la società di Cupertino, segno evidente che le eccezioni sollevate da Spotify sono state considerate quanto meno "ricevibili" e degne di essere prese in esame. Infatti, Cupertino non ha risposto direttamente a nessuna delle richieste avanzate come includere opzioni di pagamento alternative (offerte nel Google Play Store) e pari trattamento per le app Apple e quelle di terze parti come Spotify.

A marzo scorso Spotify ha accusato la Apple di aver messo in atto una strategia per limitare i servizi di musica in streaming che sono in concorrenza con il suo. L'obolo è piuttosto alto: il 30% dell'abbonamento per il primo anno, e il 15% dal secondo in poi.

La tassa di Apple ha spinto l'azienda svedese a portare le accuse allo scoperto: "Pagandola saremmo costretti ad alzare artificialmente i prezzi per i nostri abbonamenti Premium, decisamente al di sopra del prezzo di Apple Music". "Dopo aver esaminato la denuncia e i clienti, i competitor e altri palyer sul mercato, la commissione della concorrenza dell'UE ha deciso di avviare un'indagine antitrust formale sulla condotta di Apple", scrive il Ft, che ha ricevuto l'informazione da tre fonti vicine al dossier. "In alcuni casi non ci è neanche consentito di inviare email ai nostri clienti che usano Apple" ha spiegato l'ad di Spotify.

Una tariffa che non colpisce invece altre applicazioni - come per esempio Uber - e che viene giudicata iniqua ed eccessiva. Le pressioni dell'UE hanno già indotto il social network a introdurre termini e condizioni chiari sul suo uso dei dati per la pubblicità, mentre potrebbe anche cambiare le sue regole che limitano la spesa pubblicitaria all'estero intorno alle elezioni europee.

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