Sabato, 24 Agosto, 2019

Unesco, esperti 1 milione di specie a rischio estinzione - Terra & Gusto

Una specie su otto rischia l'estinzione in tempi relativamente brevi Onu, allarme sul degrado ambientale: “Un milione di specie animali e vegetali a rischio…
Evangelisti Maggiorino | 08 Mag, 2019, 17:02

Un milione di specie animali e vegetali - vale a dire una specie su otto - è a rischio estinzione nel breve termine, stando all'ultimo rapporto della Piattaforma intergovernativa per la biodiversità e i servizi ecosistemici (Ipbes), riunita all'Unesco di Parigi.

Un allarme che fa riflettere, quello lanciato dal rapporto dell'Onu sulla biodiversità, su come il comportamento dell'uomo stia cambiando totalmente l'ambiente che lo circonda determinando in futuro l'estinzione di un milione di specie.

Le specie che sono a rischio di estinzione in Europa sono: l'allodola, data la morte del 50% degli esemplari negli ultimi 40 anni; insetti, tra cui un terzo delle api; scoiattoli rossi, pipistrelli e ricci, ritenuti a rischio di estinzione già in passato; piccola farfalla blu, a causa del calo del 38% degli esemplari dagli anni '70.

Frutto di 3 anni di censimenti e analisi, il dossier spiega come la Terra sia all'inizio della sesta estinzione di massa, la prima attribuita all'uomo. Inoltre, si aggiunge il riscaldamento globale a rendere lo scenario ancora più drammatico. Per evitare un disastro ecologico servono rapidi interventi politici per regolamentare lo sfruttamento delle terre e delle risorse naturali (spesso anticipato dalla deforestazione, in miniere, agricoltura intensiva, caccia e pesca).

Le attività antropiche, si legge, hanno "alterato gravemente tre quarti delle superfici terrestri, il 40 per cento degli ecosistemi marini e la metà di quelli di acqua dolce", mettendo a rischio la sopravvivenza delle centinaia di migliaia di esseri viventi che li popolavano. Sandra Dìaz, uno degli autori principali dello studio, afferma che è anche necessario "effettuare delle considerazioni sulla biodiversità nelle decisioni commerciali e infrastrutturali, nel modo in cui la salute e i diritti umani sono incorporati in ogni aspetto del processo decisionale sociale ed economico". Sulla base della revisione sistematica di circa 15.000 fonti scientifiche e governative, il Rapporto attinge (per la prima volta in scala globale) anche sulla conoscenza indigena e locale.

A margine della riunione di Parigi, 600 attivisti e ong in difesa della biodiversità in 50 Paesi hanno firmato una lettera aperta promossa dal Fondo mondiale per la Natura (Wwf), per chiedere ai governi un'azione urgente tesa ad arginare la "crisi bio-climatica".

Secondo la scienziata, i Paesi nel Nord del mondo sono responsabili in modo particolare dei danni alla biodiversità per i loro livelli di consumo "insostenibili" specialmente per quel che riguarda la pesca e l'abbattimento di alberi.

"Quanto emerge da questo rapporto è devastante", commenta Greenpeace. "Siamo anche l'ultima generazione che ha l'opportunità di influenzare il corso di molti di questi cambiamenti, ora è il momento di agire, non in modo incerto e incrementale, ma in modo drastico e audace". Le conifere, come i pini e gli abeti, hanno un tasso di rischio scomparsa dalla Terra del 34%.

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