Venerdì, 22 Novembre, 2019

Nuovi guai per Armando Siri, inchiesta aperta a Milano

Il capo politico del M5S Luigi Di Maio Il capo politico del M5S Luigi Di Maio
Evangelisti Maggiorino | 07 Mag, 2019, 14:39

Queste le parole sul caso del sottosegretario leghista Armando Siri (LE TAPPE) pronunciate da Luigi Di Maio durante un'intervista. Tuttavia, per pagare l'immobile, Siri, che ha già patteggiato per bancarotta, ha acceso un mutuo di 600 mila euro presso la banca sammarinese. Se dall'opposizione insulti e critiche sono ovvie, da chi dovrebbe essere alleato no. La mia parola è una e questo governo va avanti cinque anni, basta che la smettano di chiacchierare. "Dopo mercoledì vengono giovedì, venerdì e sabato e per me non è un problema, continuo a ritenere che in un Paese civile i processi si fanno in tribunale e se uno è colpevole si viene condannati da un giudice, non da un giornale".

Sarà ricordata, probabilmente, come la "campagna elettorale del caso Siri". In un post si leggeva che "sulla questione morale il M5S non fa passi indietro e alla Lega chiediamo di non cambiare sempre discorso, ma di tirare fuori le palle su Siri e farlo dimettere". "I giornalisti mi dicono: "mercoledì c'è un consiglio dei ministri sulle dimissioni di Tizio di Caio". "L'interesse è che il governo vada avanti", prosegue al termine di una conference call al Coni con le federazioni invernali internazionali sulla candidatura di Milano-Cortina ai Giochi Olimpici Invernali del 2026. Ricevo buste con proiettili per il mio impegno contro la mafia. Di Maio ospite di Rai3 aveva poi detto che per Salvini "è facile fare il forte coi deboli, questo è il momento del coraggio, in cui ci si assume le responsabilità dimostrando ai cittadini che siamo come i cittadini". "Tappatevi la bocca, lavorate e smettetela di rompere le scatole e di insultare e minacciare il prossimo, questo è l'ultimo avviso".

"Non credo che si debba arrivare al voto ma in ogni caso la spaccatura è già evidente sul caso Siri perché sulla corruzione ci sono delle sensibilità differenti" evidenzia Di Maio ricordando però che "il contratto di governo ha ancora da attuare un sacco di leggi importanti a meno che non sia la Lega a chiedere una crisi di governo dopo un eventuale voto in Cdm". "Speravamo - ha aggiunto - che Conte prendesse una posizione più di mediazione". Nessuno, dicono in casa Lega, tira per la giacca il capo dello Stato. Oggi si presenterà l'imprenditore per spiegare cosa intendesse lo scorso 28 settembre, quando, conversando con il figlio Francesco, in un dialogo intercettato, parlava del prezzo di Siri: 30mila euro per ottenere emendamenti favorevoli alle sue aziende. Una delle ipotesi che circolano in queste ore è che i ministri del Carroccio possano disertare in massa il Cdm, così da tenere il punto con gli alleati e dare un messaggio forte agli elettori.

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