Sabato, 23 Gennaio, 2021

Regeni agente egiziano | Credevamo fosse spia inglese, l'abbiamo rapito

Agente egiziano ammette Regeni agente egiziano | Credevamo fosse spia inglese, l'abbiamo rapito
Evangelisti Maggiorino | 06 Mag, 2019, 23:59

In quell'occasione, l'agente segreto - che peraltro era già stato indagato dalla procura di Roma, ma si era sempre proclamato innocente - avrebbe iniziato a parlare di Giulio e del fatto che l'anno precedente fosse stato intercettato e pedinato perché sospettato di essere una "spia inglese".

Il supertestimone, così come è stato ribattezzato dai giornali, non sarebbe coinvolto nella vicenda e avrebbe scoperto la verità casualmente, ascoltando una conversazione in arabo tra Abdelal e altre persone in Kenya, due anni fa. "Io stesso l'ho colpito più volte al volto", avrebbe riferito l'agente a un collega straniero nel corso di una riunione di poliziotti africani avvenuta nell'estate 2017.

Secondo quanto riportato, il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, e il sostituto Sergio Colaiocco considerano la testimonianza attendibile, tanto che nei giorni scorsi hanno inoltrato al Cairo una nuova rogatoria "in cui chiedono informazioni che potrebbero fornire ulteriori riscontri".

"Regeni lo abbiamo sequestrato noi". Il presidente del Consiglio Conte ieri ha dichiarato di aver telefonato al presidente egiziano al-Sisi proprio a proposito di una "nuova rogatoria". Per gli inquirenti italiani ci sarebbero quindi indizi sufficienti a ipotizzare il coinvolgimento del generale Sabir Tareq, del colonnello Uhsam Helmy del maggiore Magdi Ibrahim Albdelal Sharif, dell'assistente Mahmoud Najem e del colonnello Ather Kamal. Il nuovo documento inviato al Cairo è composto da 12 punti che racchiudono il lavoro svolto negli ultimi sette mesi dai carabinieri del Ros e uomini dello Sco.

La persona in questione, tutt'altro che pentita, è uno dei cinque funzionari egiziani indagati dalla procura di Roma per sequestro di persona. Testimone che ha deciso di raccontare tutto ai legali della famiglia Regeni, coordinati dall'avvocato Alessandra Ballerini che assiste i genitori del ricercatore ucciso, i quali hanno messo queste dichiarazioni a disposizione dei magistrati romani.

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