Sabato, 23 Gennaio, 2021

Nessuno vuole pubblicare le memorie di Woody Allen

Woody Allen snobbato anche dagli editori continua l’effetto #MeToo Nessuno vuole pubblicare le memorie di Woody Allen
Deangelis Cassiopea | 06 Mag, 2019, 23:55

La ragione è #metoo e le accuse di molestie alla figlia Dylan Farrow, non dimostrate e respinte ma nemmeno fugate del tutto perché la famiglia stessa si è divisa. Da una inchiesta non è emerso alcun abuso, ma l'intera vicenda - ai tempi del #MeToo - ha sollevato vecchi sospetti e portato molti attori, produttori (e ora anche editori) a prendere le distanze dal regista.

Indifferenza o peggio: associare il proprio nome al cineasta è diventata una sfida "tossica" dopo che l'anno scorso sono riaffiorate le accuse di molestie alla figlia Dylan Farrow, hanno detto al New York Times executive di almeno quattro grandi case editrici. E ora arriva l'ultimo schiaffo: quello dal mondo dell'editoria, a cui Woody, da sempre scrittore e intellettuale, ha sempre tenuto molto. Alcuni editori, interpellati dal giornale hanno usato la parola "tossico" per descrivere il rischio di lavorare con Allen al momento: non solo per scrupoli etici ma anche per il rischio di un grosso fallimento commerciale. Non si fidavano della "auto-verità" di Woody Allen?

Secondo quanto reso noto dal New York Times, gli editori, pur giudicando Allen una figura culturale importante, considerano troppo alti i rischi in termini di immagine legati alla pubblicazione delle sue memorie.

Woody Allen è sicuramente uno dei più grandi registi di Hollywood, il suo fare inconfondibile nel raccontare, tra il filosofico e il canzonatorio, ha rappresentato per decenni un modo differente di fare del cinema, creando delle pellicole memorabili e di successo internazionale. Si tratta di Lucky Red, che porterà nelle sale A Rainy Day in New York il prossimo 3 ottobre, con il titolo Un giorno di pioggia a New York. L'accumularsi di queste notizie e posizioni negative ha indotto Amazon a bloccare il film a tempo indeterminato e, alla fine, ha congelato il suo accordo di quattro film con lo studio.

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