Martedì, 25 Giugno, 2019

Venezuela Golpe, è crisi Russia-Usa: "Non vi intromettete in Venezuela"

Venezuela appello di Guaidò alla rivolta militare contro Maduro. Morales Tentativo di golpe. Bloccati i social Venezuela: ribelli liberano Lopez, sfidando Maduro
Evangelisti Maggiorino | 02 Mag, 2019, 12:20

La scontro politico venezuelano, infiammato dalla rivolta dell'autoproclamato presidente Juan Guaidò (che secondo alcune indiscrezioni ora rischia persino l'arresto), apre così - indirettamente - un nuovo fronte di crisi tra Stati Uniti e Russia, quella che un tempo si chiamava proxy war. "Gli Stati Uniti sono a fianco del popolo del Venezuela per la sua Libertà". I militari venezuelani gudati da Guaidò hanno preso il controllo della base aerea della Carlota, ad Est di Caracas. Negli scontri, un 24enne è morto a La Victoria e una donna di 27 anni è deceduta dopo essere stata colpita da una pallottola nel quartiere di Altamira di Caracas. Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha rinfacciato al collega americano Mike Pompeo di non aver escluso un'azione militare Usa nel Paese sudamericano, invitando Washington a non immischiarsi. È quanto riferiscono le agenzie di stampa russe Interfax e Tass.

Ci sono due teorie a riguardo: la prima dice che i nomi di Padrino, Moreno e Hernández siano stati fatti per screditarli agli occhi del loro presidente, rendendone meno efficaci le iniziative e più instabile la presidenza; la seconda dice che fare i loro nomi serviva per metterli spalle al muro e costringerli a passare dalla parte di Guaidó.

La rivolta ha suscitato preoccupazione nella comunità internazionale. Ma c'è anche chi sostiene che uno o addirittura tutti e tre potessero aver finto di voler negoziare con l'opposizione, mentre in realtà erano fedeli a Maduro.

A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato su Twitter il presidente Donald Trump, che ha minacciato una durissima rappresaglia sempre contro Cuba: "Se le truppe e le milizie cubane non cesseranno immediatamente le operazioni militari e di altro genere allo scopo di causare la morte e la distruzione della Costituzione venezuelana, imporremo un embargo totale sull'isola e più sanzioni".

Dopo il golpe mancato di martedì scorso, Juan Guaidó non si dà per vinto. Pompeo ha anche adombrato l'intenzione di Maduro di abbandonare il Paese per trasferirsi a Cuba. Le parole pronunciate mercoledì dal consigliere per la sicurezza nazionale testimoniano che gli Usa hanno raccolto informazioni dettagliate su come si sono sviluppati i fatti: "C'era un accordo dietro le quinte - ha detto - Uomini chiave del regime avrebbero dovuto disertare, spianando la strada alla caduta di Maduro".

"Penso che nessuno dovrebbe avere dubbi che se il presidente prenderà questa decisione, se opterà per una soluzione militare, l'esercito statunitense riuscirà a portarla a termine in modo da ottenere il risultato desiderato dal presidente", ha detto Pompeo alla CNN.

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