Domenica, 18 Agosto, 2019

Roma, Ranieri: 'Battere Inter spinta, lotta a testa alta'

TS – Rivoluzione Juve, la chiave è Dybala. Scambio con Icardi? Paratici è scettico, ecco perché Roma, Ranieri: «Conte? Ci sono anche io. Un ko con l’Inter non sarebbe la fine»
Cacciopini Corbiniano | 19 Aprile, 2019, 03:26

ROMA (4-2-3-1): 83 Mirante; 24 Florenzi, 44 Manolas, 20 Fazio, 11 Kolarov; 7 Pellegrini, 4 Cristante; 17 Under, 22 Zaniolo, 92 El Shaarawy; 9 Dzeko. Ho visto tutti i ragazzi bene, vogliosi. Condivido la sua esternazione: Lorenzo ha un passo più rapido di Steven.

Qual è la differenza tra Roma e Milano? "Spalletti? Non mi esprimo, non sono abituato a giudicare il lavoro degli altri colleghi".

"Ogni città ha differenze, ma dipende dal momento storico". Io ho avuto pochi mesi per conoscere Milano, sono entrato ed uscito in corsa. Non è che ho cambiato idea, ho fatto il farmacista come dico sempre, sapevo le problematiche in squadra. "L'Inter è una squadra che pressa e lotta, dovrò pensare a tutti i 90 minuti".

Zaniolo potremo vederlo un po' più accentrato? "Nicolò non è nel suo momento migliore, credo che il suo miglior ruolo è da mezzala a tutto campo non dietro la punta. È un ragazzo di 19 anni, potrà fare anche altro in futuro, ma in questo momento è una mezzala per me".

Io mi trovo bene qui a Roma. Il tecnico testaccino a due giorni dalla sfida contro l'Inter ha di fatto ammesso di voler continuare ad allenare anche la prossima stagione - rinviando per ora un futuro da dirigente -, sperando anche nella conferma da parte di Pallotta: "Essere tifoso e allenare la tua squadra ti rende orgoglioso oltre ogni limite". Della prima sono tifoso, l'altra mi ha permesso di scalare tutte le categorie, portandomi dalla C alla A. Ma ora non mi sento un profeta in patria, ma un professionista che a volte ha avuto possibilità di poter lavorare come volevo e altre volte è arrivato in momenti storici non positivi. Io so quello che devo fare io: cercare di portare la squadra il più in alto possibile, non sono io che stabilisco i programmi futuri, siamo gli ultimi a sapere tutto. Io sono super soddisfatto della mia carriera che ancora non è finita: "chissà cosa mi aspetterà domani".

"Questo mese e mezzo ha portato me e la squadra ad avvicinarci sempre di più". È logico che le due vittorie (contro Samp e Udinese, ndr) ci hanno dato un'autostima importante: non prendere gol e soffrire per vincerle ci ha dato più convinzione.

"La partita di San Siro sarà importantissima in caso di vittoria, un risultato positivo potrebbe darci una spinta notevole, ma se ci fosse una battuta di arresto non cambierebbe il nostro umore perché sappiamo di dover sudare e lottare per arrivare fino in fondo a testa alta". La Roma può offrire un progetto convincente all'allenatore del prossimo anno?

"Non sta a me dirlo, ma grazie per avermi messo in mezzo. Penso a fare il mio per quest'anno, ma dipende da quello che vorrà fare il presidente e da che cosa succedrà a fine campionato perché una cosa è arrivare in Champions League, una cosa è non arrivarci". Io sono un allenatore pratico, vedo cosa ho, che cosa possono fare al meglio i miei calciatori e non li voglio portare a rischiare. Dipenderà anche dal piazzamento finale.

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