Lunedi, 17 Giugno, 2019

SAN MARINO: "Consulenza fantasma", Gozi indagato a San Marino

Sandro Gozi indagato a San Marino: Secondo i giornali, Sandro Gozi, candidato alle prossime elezioni europee con “En Marche”, è indagato per una “consulenza fantasma”
Evangelisti Maggiorino | 18 Aprile, 2019, 14:56

Finita sotto accusa anche Catia Tomasetti, Presidente dal maggio scorso di Banca Centrale sammarinese.

Dopo il giro di accuse che ha visto coinvolti i suoi genitori - Tiziano Renzi e Laura Bovoli, accusati di emissione di false fatture e bancarotta fraudolenta, con l'intento di dichiarare fallimento delle aziende per trarne guadagno - non è andata meglio all'ex sottosegretario con delega agli Affari europei, alla Presidenza del Consiglio dei ministri nei Governi Renzi e Gentiloni, Sandro Gozi. Dalla repubblica del Titano arriva la notizia che Gozi si trova indagato per una consulenza da 220mila euro ritenuta dagli inquirenti sammarinesi sostanzialmente mai eseguita.

Con ex sottosegretario risulterebbe indagata anche Catia Tommasetti, presidente della Banca centrale di San Marino da circa un anno, al vertice in passato anche dalla Cassa di Risparmio di Cesena. Personalmente posso affermare con certezza di non aver ricevuto alcuna comunicazione giudiziaria e ciò non mi sorprende. Adesso è candidato alle prossime elezioni europee con la lista En Marche del presidente francese Emmanuel Macron. L'indagine emersa ieri è per una consulenza "fantasma" da 220 mila euro per la quale i due personaggi pubblici sono stati iscritti nel registro degli indagati dal Tribunale Unico di San Marino.

Oggetto dell'incarico incriminato sarebbe l'adeguamento normativo sammarinese volto ad armonizzare i rapporti con l'Unione europea e con le istituzioni straniere. "Gozi e Tomasetti secondo l'indagine del commissario della legge Alberto Buriani, in concorso tra loro "...con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso", avrebbero indotto "il consiglio direttivo di Banca centrale di San Marino a stipulare un contratto con Gozi per una consulenza rivelatasi poi fittizia". Per riuscire a raggiungere il proprio obiettivo l'ex sottosegretario avrebbe speso 120 mila euro con pagamenti mensili da 10 mila euro più rimborso spese e più 100 mila euro in caso di sottoscrizione dell'accordo. Si tratta con evidenza di informazioni fatte circolare ad arte per screditarmi dopo l'annuncio della mia candidatura.

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