Lunedi, 24 Giugno, 2019

Copyright: Ue approva riforma anti Google, Italia vota contro

La riforma europea del copyright passa anche l’esame del Consiglio, con l’opposizione dell’Italia Copyright, ok definitivo alla direttiva Ue sul diritto d autore. Ma l Italia vota contro
Evangelisti Maggiorino | 18 Aprile, 2019, 08:22

L'Italia ha votato per il no, insieme ad altri Paesi come la Svezia - la Finlandia - la Polonia - l'Olanda e il Lussemburgo.

"Le nuove regole sul diritto d'autore e le nuove norme che facilitano l'accesso ai contenuti radiofonici e televisivi online attraverso i confini saranno formalmente firmate mercoledì 17 aprile al Parlamento europeo a Strasburgo", ricorda la nota stampa del Consiglio. Storicamente in Europa abbiamo sempre avuto una posizione a favore della tutela e dello sviluppo della cultura e della creatività, ma oggi il Governo italiano ha chiaramente dimostrato il contrario nonostante le recenti affermazioni del Presidente del Consiglio, che in occasione di un'uscita pubblica di alcuni giorni fa, aveva sottolineato l'importanza della tutela del diritto d'autore. Si sono invece astenuti Slovenia, Estonia e Belgio mentre la Germania ha fatto mettere a verbale un suo protocollo in cui invita la Commissione ad evitare filtri all'upload e censura. Wikipedia ha più volte scioperato oscurando le pagine in segno di protesta contro la riforma, come tutte le enciclopedie web gratuite sarà libera da vincoli e oneri per i contenuti riportati.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano.

La riforma consentirà agli editori di stampa di negoziare accordi con piattaforme e social network per farsi pagare l'utilizzo dei contenuti. Quando si tratta di completare il mercato unico digitale in Europa, la riforma sul copyright è il pezzo mancante del puzzle. Ciò significa che, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Europea, gli Stati membri avranno 24 mesi di tempo per adeguare le loro legislazioni interne alle indicazioni vincolanti della direttiva.

Queste entrate dovranno essere suddivise con tutti i giornalisti presenti sul portale, con diritto di "colmare il divario tra i ricavi e la remunerazione dell'offerta".

Gli utenti non rischiano più sanzioni per aver caricato online materiale protetto da copyright non autorizzato, ma la responsabilità sarà delle grandi piattaforme come YouTube o Facebook.

La direttiva vuole così assicurarsi che a guadagnare dalle opere che circolano su internet siano non solo editori e colossi del web, ma anche i creatori stessi dei contenuti.

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