Venerdì, 19 Aprile, 2019

Notre Dame, l’incendio e l’incredibile profezia di Victor Hugo nel 1831

Incendio a Notre Dame, l'incredibile profezia di Victor Hugo: «Il tempo è cieco e l'uomo è stolto» Le profezie di Victor Hugo sulla fine di Notre-Dame
Deangelis Cassiopea | 17 Aprile, 2019, 19:31

La cattedrale di Notre Dame è uno dei monumenti più conosciuti ed amati al mondo, tanto che le immagini dell'incendio che l'ha distrutta si sono diffuse in tutto il globo rapidissimamente.

Hugo era spinto dalla volontà di sensibilizzare i parigini affinché la cattedrale - afflitta dalle intemperie - venisse restaurata.

Il Gobbo di Notre Dame, in un disegno realizzato da Cristina Correa Freile, esprime il suo dolore per l'incendio che ha colpito la cattedrale francese. Nell'Ottocento, quando Victor Hugo scrisse il suo romanzo, i parigini consideravano gli edifici gotici delle aberrazioni e fu solo grazie al suo romanzo e alla sua campagna di sensibilizzazione che partì il restauro. "Senza dubbio è ancor oggi un maestoso e sublime edificio, la chiesa di Notre-Dame di Parigi".

"Sul volto di questa vecchia regina delle nostre cattedrali, accanto a una ruga si scorge sempre una cicatrice". Tempus edax, homo edacior. In quelle pagine Victor hugo descrive anche un grande incendio che distrugge la cattedrale: "Tutti gli occhi si erano alzati verso il sommo della chiesa, ciò che vedevano era straordinario". In cima alla galleria più alta, sopra il rosone centrale, c'era un'enorme fiamma che montava tra le due torri con turbini di scintille, una grande fiamma disordinata e furiosa di cui il vento a tratti portava via un limbo nel fumo.

Hugo in realtà non parlava di un incendio vero e proprio, che alcuni hanno letto come un presagio cupo quanto letterariamente affascinante, ma di una diversione escogitata da Quasimodo per distrarre i "truands", gli accattoni, che di notte hanno assaltato la cattedrale per liberare Esmeralda dal gobbo.

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