Martedì, 23 Luglio, 2019

Tria: "Aumento Iva e accise confermato in attesa di misure alternative"

Giovanni Tria ministro dell'Economia durante l'audizione in Commissioni Bilancio di Camera e Senato Arriva aumento Iva
Esposti Saturniano | 17 Aprile, 2019, 13:44

"La legge di bilancio per il prossimo anno continuerà", ha chiarito Tria, "nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica definiti nel Def, il processo di riforma delle imposte sui redditi, la cosiddetta flat tax, e di generale semplificazione del sistema fiscale per alleviare in particolare il carico fiscale gravante sui ceti medi". "La legislazione fiscale vigente viene confermata in attesa di stabilire interventi alternativi", che potrebbero essere inseriti proprio nella prossima legge di Bilancio". Una serie di considerazioni, quelle del ministro, che dovrebbero spingere Matteo Salvini a rispondere al fuoco del ministro che si inchina all'Europa.

L'aumento dell'Iva e delle accise 2020-2021 è "confermato" e fa parte dello "scenario" del Def, "in attesa di definire misure alternative". Ma ci sono categorie che saranno maggiormente tartassati: per liberi professionisti e imprenditori si sale a 857 euro.

Nel Documento di economia e finanza, che prevede il congelamento di due miliardi di spesa come clausola di salvaguardia, "le spese che verranno bloccate sono già state individuate", spiega Tria, aggiungendo che "il trasporto pubblico locale ha posto un problema, penso che occorra fare qualche intervento in sede di assestamento del bilancio, servono circa 300 milioni". E poi ancora: "Quello che noi delineiamo nel Def è un percorso di previsioni e obiettivi che comporta la piena sostenibilità del debito e del rapporto debito-Pil, non c'è una sua crescita esplosiva ma la sua riduzione".

Tria si è detto convinto che i rendimenti dei titoli di Stato italiani siano ancora troppo alti per i nostri fondamentali, ma per far scendere lo spread "saranno importanti i piani del governo e l'incisività delle riforme, ma anche gli orientamenti che il Parlamento avrà sul Bilancio".

Quanto agli effetti derivanti dalle principali misure di politica fiscale sociale e previdenziale introdotte dal governo (flat tax per i professionisti, reddito di cittadinanza e quota 100) essi "sono stimati in modo rigoroso nel Def e contribuiscono a sostenere i consumi delle famiglie e il Pil già nel 2019, sebbene vengano introdotte in corso d'anno".

La crescita e i conti pubblici "Le tendenze dei primi due mesi mostrano dati incoraggianti, la produzione ha invertito il trend negativo e ha segnato due incrementi rilevanti a gennaio e febbraio con l'indice destagionalizzato superiore dell'1,3% al livello medio del periodo precedente", ha ricordato Tria ripercorrendo i dati Istat. Secondo il titolare del Tesoro, inoltre, perché l'Italia riduca il gap di crescita con i partner europei "è anche necessario un cambiamento del modello di crescita europeo verso una promozione della domanda interna, senza pregiudicare la competitività".

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