Venerdì, 19 Aprile, 2019

Libia, il presidente Fayez al-Sarraj avverte: "800mila migranti pronti a invadere l’Italia"

I combattimenti ad Ain Zara in Libia I combattimenti ad Ain Zara in Libia
Evangelisti Maggiorino | 16 Aprile, 2019, 14:36

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, mette in campo l'alta diplomazia del governo per provare a avviare una fase interlocutoria in Libia e cercare di far dialogare le parti in conflitto. Il numero delle vittime in Libia sale.

Gli 007 hanno anche precisato che "la presenza tuttora massiccia di gruppi presenti nel Paese e direttamente collegati all'Isis, determinati a sfruttare la situazione di caos, pronti a trasformare la Libia nella nuova Siria". Stessi concetti ribaditi al Corriere della Sera, secondo cui Sarraj denuncia che il peggioramento della situazione in Libia potrebbe portare 800mila migranti e cittadini libici a partire in direzione delle coste europee e, di conseguenza, dell'Italia. Noi ci auguriamo che la comunità internazionale operi al più presto per la salvezza dei civili -prosegue-.

Almeno 147 morti e 614 feriti.

Serraj gode del sostegno, diplomatico, dell'Onu e dell'Italia. A riferirlo è il sito Libya Observer citando un portavoce dell'esecutivo, Muhannad Younis. Ma molte sono le polemiche anche sul ruolo di Parigi.

Ma la posta in gioco è molto alta - il 70 per cento del petrolio italiano arriva grazie alle concessioni dell'Eni in Libia - e, nel dibattito interno l'attenzione si catalizza sul rischio che riparta il flusso dei migranti.

Al Corriere Sarraj ha poi sottolineato: "Ho ripetuto più volte che questa è una vera e propria guerra contro di noi, una guerra che ci è stata imposta". "Chi pensava che l'opzione militare in Libia potesse dare stabilità è stato smentito".

Le fa eco il presidente della Camera, Roberto Fico, per il quale "coloro che scappano da una guerra non possono essere respinti. È il diritto e così è". "Le parole hanno un peso" e sembrano tutte rivolte all'alleato di governo. E promette che si cercherà "una soluzione intra-Libia e non ci sarà un altro intervento militare".

Tutti messaggi diretti al vicepremier leghsita Matteo Salvini che invece insiste sulla chiusura del porti italiani: "Ne approfitto per rispondere a qualche ministro - ha detto parlando a Monza -: per me i porti rimarranno chiusi".

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