Martedì, 16 Luglio, 2019

Siracusa, caso Sea Watch: indagato il ministro Matteo Salvini

Salvini all’inaugurazione della nuova Questura di Monza sulla cover del cellulare la frase in dialetto milanese Sta su de doss! ovvero Non mi stressare Sea Watch, Salvini, Conte, Di Maio e Toninelli di nuovo davanti al tribunale dei ministri
Evangelisti Maggiorino | 16 Aprile, 2019, 02:48

Domande che verranno poi rivolte anche al comandante della Capitaneria di porto di Siracusa che, anche in questo caso senza alcun ordine scritto, dispose la chiusura dello spazio di acqua di Siracusa attorno alla Sea Watch.

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini è stato nuovamente iscritto nel registro degli indagati per il reato di "sequestro di persona commesso in Siracusa dal 24 al 30 gennaio 2019". Per tutti, apprende l'ANSA, il procuratore Carmelo Zuccaro ha presentato richiesta di archiviazione al Tribunale dei ministri di Catania, che dovra' decidere sulla loro posizione entro i prossimi 90 giorni.

La cosa non è piaciuta a Salvini, che ha subito voluto rimettere le cose a posto: "Rispetto il lavoro del collega Di Maio che si occupa di lavoro, ma sui temi di controllo dei confini e di criminalità organizzata sono io a decidere". La notizia era stata anticipata da Salvini: "Io non cambio idea, per il bene degli italiani con me i porti sono e rimangono chiusi" e poi confermata da Dubai da Di Maio: "Ho ricevuto la stessa notifica, sono indagato anche io ma non mi sento Napoleone".

Nel marzo scorso la procura di Roma aveva inviato il fascicolo, aperto a seguito di un esposto, alla procura di Siracusa, che coordinava le verifiche su quanto accaduto e doveva valutare la sussistenza degli estremi perché la vicenda passi al Tribunale dei ministri. Il procuratore Carmelo Zuccaro mi comunica questa cosa. Sono nuovamente indagato ma finché faccio il ministro dell'Interno, i colleghi ministri possono dire quello che vogliono, anzi approfitto per rispondere a qualche ministro: per me i porti restano e resteranno chiusi. "Il risultato è che c'è un procedimento penale nei miei confronti". Una valutazione che non era stata condivisa dal tribunale dei ministri, che aveva deciso di chiedere l'autorizzazione a procedere per il ministro dell'Interno. "Se il ministro Di Maio e il ministro Trenta la pensano in maniera diversa, me lo dicano tranquillamente in Consiglio dei ministri e faremo una sana e franca discussione".

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