Martedì, 23 Luglio, 2019

Papa Ratzinger choc: "Pedofilia? Colpa della rivoluzione sessuale del '68"

Pedofilia la denuncia di Ratzinger Papa Benedetto XVI
Evangelisti Maggiorino | 15 Aprile, 2019, 21:28

Anche e soprattutto perché "la forza del male nasce dal nostro rifiuto dell'amore di Dio". "Imparare ad amare Dio è dunque la strada per la redenzione degli uomini". Del documento erano stati informati il segretario di Stato Pietro Parolin e lo stesso Papa Francesco. Il summit sulla pedofilia voluto da papa Francesco pare che non abbia prodotto risultati significativi, limitandosi a fornire una serie di linee guida su come comportarsi nel caso vengano riferite delle accuse ai danni di alcuni prelati. Nella prima parte, Ratzinger parla del contesto sociale, la rivoluzione sessuale avviata negli anni '60.

Della "fisionomia della Rivoluzione del 1968" fa parte "anche il fatto che la pedofilia sia stata diagnosticata come permessa e conveniente". "Il diffuso collasso delle vocazioni sacerdotali in quegli anni e l'enorme numero di dimissioni dallo stato ecclesiastico furono una conseguenza di tutti questi processi".

Benedetto XVI sottolinea quindi come "Papa Giovanni Paolo II, che conosceva molto bene la situazione della teologia morale e la seguiva con attenzione, dispose che s'iniziasse a lavorare a un'enciclica che potesse rimettere a posto queste cose", pubblicata nel 1993 con il titolo "Veritas Splendor". "La Chiesa di oggi è come non mai una Chiesa di martiri..." Il Papa denuncia poi i "club omosessuali" all'interno dei seminari. "Il 19 maggio 2006 la Sala stampa della Santa Sede rese pubblica la decisione della Congregazione per la Dottrina della Fede "- tenendo conto sia dell'età avanzata del Rev.do Maciel che della sua salute cagionevole - di rinunciare ad un processo canonico". Non usa mezzi termini Sua Santità il Papa Benedetto XVI nell'individuare le radici del Male che sta travolgendo la Chiesa. Ratzinger mette nero su bianco come tutto sia iniziato con la "Rivoluzione del 1968" quando i valori ed i criteri validi sino a quel momento "in tema di sessualità sono venuti meno completamente".

"In questa tesi - prosegue - c'è senz'altro qualcosa di giusto che merita di essere ulteriormente discusso e approfondito".

Da una parte Papa Wojtyla ribadiva "l'affermazione che ci sono azioni che non possono mai diventare buone". "La verità non conta, anzi in realtà non esiste".

Il problema è ancora più profondo, e risiederebbe nella società occidentale, "nella quale Dio è assente dalla sfera pubblica, società per la quale non ha più nulla da dire". La risposta a tutto questo - scrive - è tornare "di nuovo a imparare a riconoscere Dio come fondamento della nostra vita". In questa prospettiva di ritorno a Dio, il Papa Emerito parla anche della necessità di rinnovare la fede nell'Eucaristia, spesso declassata a "gesto cerimoniale" che distrugge "la grandezza del mistero" della morte e risurrezione di Cristo. "Oggi la Chiesa viene in gran parte vista solo come una specie di apparato politico".

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