Venerdì, 19 Aprile, 2019

Libia: trafficanti organizzano barconi, rischio Isis tra i migranti

La situazione in Libia sta peggiorando In Libia si continua a combattere
Evangelisti Maggiorino | 15 Aprile, 2019, 21:25

Sono almeno 147 i morti e 614 i feriti, secondo i dati diffuso oggi dall'Organizzazione mondiale della sanità, da quando è iniziata l'offensiva di Khalifa Haftar contro Tripoli, il 4 aprile scorso.

Mentre Conte vede Al Thani Di Maio è a Dubai Ma a testimoniare il fatto che l'Italia parla sia con Tripoli che con Bengasi il ministro dello Sviluppo economico e vicepremier, Luigi Di Maio, oggi è a Dubai per una missione di sistema che lo ha visto incontrare Sultan bin Saeed Al Mansouri, ministro dell'Economia degli Emirati. L'incontro, recita una nota del ministero degli Esteri, ha consentito "un approfondito scambio di vedute sulle piu' recenti dinamiche della crisi libica". Sempre domani il presidente del consiglio potrebbe avere contatti con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e con il presidente russo Vladimir Putin.

Intanto, l'intelligence italiana ha stimato che sono circa 6'000 i migranti pronti a fuggire dai centri libici di detenzione verso l'Italia, dato l'inasprimento dei combattimenti.

Libia, Sarraj: "Niente cessate il fuoco, Haftar si ritiri". Oltre duemila sono le persone che hanno lasciato le proprie case solo nelle ultime 24 ore, dice l'Ocha.

Nel giorno in cui Fayez Al Sarraj, premier del governo di unità nazionale promosso dall'Onu e sostenuto dall'Italia, lancia l'allarme sugli "8oomila migranti pronti a invadere l'Europa", il premier spiega: "Dobbiamo scongiurare una crisi umanitaria che potrebbe preannunciarsi devastante non solo per le ricadute sull'Italia e dell'Ue ma nell'interesse delle stesse popolazioni libiche". Misura, inoltre, che "non funzionerebbe ora a fronte a un intensificarsi della crisi, quindi bisogna prepararsi in modo più strutturato, a livello europeo, nel rispetto del diritto internazionale". Il tradimento del governo di Tripoli che noi rappresentiamo è un tradimento della legge internazionale, dell'Onu che aveva qui il suo segretario generale Guterres mentre Haftar ordinava l'attacco. La ministra Elisabetta Trenta a Radio Capital ha detto che "in caso di una nuova guerra non avremmo migranti ma rifugiati" e aggiungendo che questi "si accolgono". La titolare della Difesa avverte che "le conseguenze in termini di destabilizzazione ricadrebbero soprattutto sull'Italia".

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