Venerdì, 19 Aprile, 2019

Amazon Alexa, operatori umani ascoltano le vite degli altri?

Amazon ascolta i comandi ad Alexa per migliorare il servizio Amazon Alexa, migliaia di dipendenti ascoltano le conversazioni degli utenti
Acerboni Ferdinando | 14 Aprile, 2019, 15:44

Gli assistenti vocali - come quelli di Amazon, Google e Apple - stanno diventando strumenti sempre più familiari nelle nostre vite: moltissime persone li utilizzano ogni giorno chiedendo le cose più disparate, dalle previsioni del tempo al risultato di una partita, dalle notizie di oggi alla canzone che vorremmo ascoltare.

Siete tra gli entusiasti che hanno adottato gli smart speaker sin dall'inizio o fate parte dell'altra nutrita schiera che nutre diffidenza nei confronti di queste tecnologie, ritenute invadenti rispetto alla privacy?

I dati da analizzare sono prelevati casualmente dall'intera banca dati del sistema e inviati agli impiegati (si tratta di dipendenti Amazon ma anche di personale proveniente da società appaltatrici).

Questi team sparsi per il mondo infatti ascoltano le conversazioni catturate dagli Amazon Echo in case e uffici dopo aver pronunciato la parola di attivazione "Alexa", le trascrivono, le analizzano e poi reinseriscono i risultati nel software, un processo, descritto da chi ha partecipato direttamente al programma, che indubbiamente getta nuova luce sul ruolo spesso sottovalutato degli esseri umani nell'addestramento delle intelligenze artificiali, ma che non manca di sollevare preoccupazioni anche sulla nostra privacy. Uno dei dipendenti che ha parlato con Bloomberg cita "Taylor Swift" come una delle richieste più incontrate.

Per il miglioramento di questi dispositivi, la componente umana sarebbe ancora molto importante. Certo Amazon afferma che gli operatori alle sue dipendenze non possono risalire in alcun modo ai veri protagonisti delle conversazioni ma resta alquanto scioccante che le parole pronunciate siano oggetto di analisi da parte di persone reali. Dunque delle persone fisiche e non solo sistemi automatici, avrebbero accesso a quanto proferito anche in alcuni momenti di intimità, magari solo per scherzo e sembrerebbe che più di qualche dipendente abbia pure condiviso i suddetti contenuti per farsi quattro risate con gli amici. Amazon ha fatto sapere di avere a disposizione procedure ad hoc, quando i lavoratori quando sentono qualcosa del genere.

In una dichiarazione a Bloomberg, Amazon ha dichiarato che un numero "estremamente piccolo" di registrazioni vocali Alexa sono annotate, e che ci sono misure in atto per tutelare l'identità dell'utente. Perché che Amazon registri la cronologia di ciò che diciamo al suo speaker intelligente è cosa nota (ma lo stesso fa Google e tutti gli altri player del settore).

Amazon però smentisce secondi fini, e sottolinea come la protezione della privacy e la sicurezza delle informazioni personali siano una priorità assoluta del gruppo e vengano prese molto sul serio.

È chiaro che in un lavoro di questo tipo ci si possa imbattere anche in conversazioni private, o persino in richieste di aiuto, per le quali però Amazon non può effettuare alcun tipo di intervento. Queste informazioni ci aiutano, per esempio, ad addestrare i nostri sistemi di riconoscimento vocale e di comprensione del linguaggio naturale, in modo che Alexa possa capire meglio le richieste dei clienti e assicurare che il servizio funzioni bene per tutti.

Abbiamo sistemi di sicurezza rigorosi a livello tecnico e operativo, e tolleranza zero per gli abusi dei nostri sistemi. I dipendenti inoltre "non hanno accesso diretto alle informazioni che possono identificare la persona o l'account".

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