Martedì, 16 Luglio, 2019

Sudan, la "mente" del colpo di Stato ha annunciato le sue dimissioni

Sudan si dimette capo intelligence Sudan, esercito circonda palazzo presidenziale: “Colpo di Stato, Al Bashir si è dimesso”
Evangelisti Maggiorino | 14 Aprile, 2019, 00:09

La folla di oppositori ha continuato a protestare durante la scorsa notte nella capitale del Sudan, Khartoum, malgrado il coprifuoco imposto dai militari che, deposto il dittatore Omar el Bashir, hanno preso il potere con l'intenzione di sospendere la costituzione per due anni. Il suo ormai ex-capo, Ibn Auf, dimettendosi ha dichiarato che lo ha fatto per "preservare l'unità".

Intanto, in serata è arrivato il cambio al vertice del Consiglio militare.

Abdel Fattah al-Burhan Abdelrahman, il nuovo capo del consiglio militare di transizione, era l'ispettore generale delle forze armate sudanesi e il suo terzo generale più anziano.

Lo schema é stato quello classico di tutti i golpe: palazzo presidenziale circondato nella notte, arresto di ministri e alti funzionari, presa della tv, messaggio a reti unificate letto da un generale in camicia mimetica, baschetto e mostrine con stellette e spade incrociate. Annunciando che il Paese sarà gestito per due anni da un Consiglio militare di transizione.

Il capo dell'intelligence nazionale e dei servizi di sicurezza sudanese, il generale Salah Abdallah Gosh, ha rassegnato le sue dimissioni. L'imam che guidava la preghiera era avvolto in una bandiera del Sudan.

"Chiediamo con forza all'Unione Europea che si impegni ora concretamente per favorire in questi Paesi processi realmente democratici che passino attraverso l'organizzazione al più presto di elezioni libere e aperte a tutti". Il generale inoltre ha messo in chiaro che la giunta non consegnerà Bashir alla Corte penale internazionale che lo accusa di crimini di guerra e contro l'umanità, nonché di genocidio, per la compagna contro i ribelli in Darfur. A queste si aggiungono 13 persone uccise giovedì scorso e altre 3, tra cui un soldato, venerdì. Non lasceranno fin quando i militari non lasceranno il posto a un governo civile.

Particolarmente significativa ci è apparsa la foto che alcuni attivisti sudanesi ci hanno inviato dalle manifestazioni a Khartoum con un ragazzo con in mano un cartello con la scritta "Rappresentiamo anche quelli che sono morti sui barconi". L'Associazione dei professionisti sudanesi, tra i principali organizzatori delle proteste in corso da quattro mesi in Sudan, ha però definito le sue dichiarazioni "deludenti e farsesche".

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