Venerdì, 13 Dicembre, 2019

Tria: "Crescita verso lo zero"

I ministri Giovanni Tria e Sergio Costa al Festival Nazionale dell’Economia Civile di Firenze I ministri Giovanni Tria e Sergio Costa al Festival Nazionale dell’Economia Civile di Firenze
Esposti Saturniano | 31 Marzo, 2019, 17:09

Serve dunque una crescita equilibrata e non squilibrata, altrimenti si ha un impatto anche sociale. Un'accoppiata non casuale, come ha spiegato introducendo i lavori l'economista Leonardo Becchetti, vista l'esigenza di porre i temi della sostenibilità al centro del progetto finanziario ed economico del Paese. Sui conti pubblici, invece, Tria ha sottolineato che "non c'è stabilità finanziaria senza stabilità sociale". Il ministro ha ricordato che il problema è che l'Italia "da dieci anni cresce un punto percentuale in meno del resto d'Europa, significa che la nostra economia è allo 'zero' mentre la Germania riesce a rimanere allo 0,7-0,8 per cento", ha aggiunto.

E poi. "Il decreto sblocca cantieri?".

In Italia "c'è voglia di fare, non di piangersi addosso". Per il ministro, il ritardo del varo delle misure sconta "le diverse sensibilità" delle forze politiche.

BANCHE - Capitolo banche, Tria ritiene che "attaccare il sistema bancario italiano, mettere in dubbio non solo la sua solidità, la ma anche sua capacità, la sua resilienza e ponendo sospetto su di esso, significa avallare delle campagne europee che ci stanno attaccando e mettendo in difficoltà e minare l'interesse nazionale, nel momento in cui stiamo negoziando come arrivare all'unione bancaria".

Poi, rispondendo a una domanda del direttore del 'Corriere della sera' Luciano Fontana se vi fossero problemi politici, Tria ha detto: "qualche problema politico deriva dal fatto che vi sono sensibilità diverse". Per il ministro, "ci vuole la crescita" ma "se guardiamo al tipo di crescita ci può essere una crescita con un modello sbagliato che alla fine porta alla non crescita".Tria ha anche difeso il sistema bancario italiano: "A parte alcuni casi, pochi casi, di malagestione di alcune banche italiane che hanno portato al loro fallimento, il sistema bancario italiano è uno dei più sani d'Europa e forse del mondo - ha assicurato -". Lo ha detto Tria aggiungendo che "dopo la crisi del 2008 questo era chiaro non avevamo titoli velenosi, derivati pericolosi, tossici, come le avevano e in alcuni casi hanno ancora molte banche europee, in primo luogo tedesche". Così il ministro dell'Economia Giovanni Tria a Firenze sottolineando però che il punto di partenza di ogni provvedimento e decisione sarà "tenere sotto controllo la corruzione e le patologie che si possono presentare". "Non è che il sistema bancario italiano ha qualcosa da nascondere, sono altri che forse ce l'hanno", ha concluso.

Secondo il ministro Tria, "la crisi bancaria italiana viene dalla seconda recessione e li è venuto fuori il problema" perché "le regole internazionali si sono molto irrigidite, ponendo oneri al sistema bancario, e quello italiano era molto indebolito".

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