Sabato, 24 Agosto, 2019

Il 'pillolo' passa test di sicurezza sull'uomo

Bene primo test per il 'pillolo', pochi gli effetti collaterali - Salute & Benessere Bene i primi test sul “pillolo” anticoncezionale maschile: pochi effetti collaterali
Machelli Zaccheo | 29 Marzo, 2019, 17:52

Quello che ricercatori hanno scoperto è che i livelli di due ormoni richiesti per la produzione di sperma sono diminuiti notevolmente rispetto al placebo e che gli effetti sono risultati reversibili dopo l'interruzione del trattamento. Il tema del "pillolo", l'anticoncenzionale al maschile, torna caldo: all'incontro annuale della Endocrine Society di New Orleans sono stati presentati i risultati dei test clinici di fase uno su un nuovo metodo contraccettivo specifico per il sesso maschile. Dei partecipanti allo studio 10 hanno ricevuto una capsula placebo mentre gli altri 30 uomini hanno ricevuto 11-beta-Mntdc in due dosaggi: 14 uomini hanno ricevuto 200 mg, e 16 hanno ricevuto la dose da 400 mg. Il test serviva solo a stabilire la sicurezza del farmaco, spiegano gli autori del Los Angeles Biomedical Research Institute, ma l'abbassamento degli ormoni fa ben sperare sull'efficacia del "pillolo".

Il contraccettivo sperimentale porta il nome di 11-beta-Mntdc e si tratta di una forma modificata di testosterone, nel quale sono state combinate le attività dell'androgeno, un ormone maschile, e di un progesterone.

Il tema della contraccezione condivisa tornerebbe però così di grande interesse, sollevando la donna di molte responsabilità, dal momento che gran parte dei metodi contraccettivi, dalla pillola anticoncenzionalealla spirale, riguarda proprio il corpo femminile.

Come la pillola delle donne, il contraccettivo maschile va assunto per via orale. I soggetti hanno assunto il farmaco o il placebo una volta al giorno durante un pasto per 28 giorni. I trenta uomini che hanno ricevuto 11-beta-Mntdc, il livello medio di testosterone nell'organismo si è abbassato al minimo. Inoltre, nessun partecipante è stato costretto ad interrompere l'assunzione del farmaco a causa di effetti collaterali gravi. Questo in virtù di una pillola, che può funzionare come connubio tra due attività ormonali al fine di ottenere un calo della produzione di sperma senza ripercussioni sull'eccitazione maschile. La Wang sostiene che "il farmaco necessita di almeno 60/90 giorni per influenzare la produzione di sperma, 28 giorni di trattamento sono quindi un intervallo di tempo troppo breve per osservare la soppressione completa degli spermatozoi". I test di ricerca sono a buon punto, e apre infatti che la compressa possa essere presa per un mese senza che si verifichino effetti collaterali. Motivo per cui si stanno pianificando importanti studi più lunghi.

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