Martedì, 15 Ottobre, 2019

Terna: 6,2 miliardi investimenti su rete

L'area interessata dall'intervento del L'area interessata dall'intervento del
Esposti Saturniano | 23 Marzo, 2019, 11:41

"Un impegno importante che porteremo avanti proseguendo nel percorso già intrapreso di dialogo e confronto costante con le comunità locali e il territorio per realizzare una rete elettrica sempre più sicura, resiliente e sostenibile in grado di rispondere ai cambiamenti che la transizione energetica in atto richiede". "La prevista crescita degli investimenti, unitamente alla valorizzazione delle nostre competenze, sia in Italia che all'estero, sono alla base di risultati operativi in aumento che ci consentiranno di generare valore per i nostri azionisti". L'amministratore delegato di Terna Luigi Ferraris ha presentato a Milano, insieme alla presidente Catia Bastioli, il piano strategico 2019-2023, che destina 6,2 miliardi di euro di investimenti alla rete elettrica italiana, "il 20% in più rispetto al piano precedente". Nel 2022 e 2023 è previsto un payout del 75%, con un dividendo minimo garantito pari al dividendo di competenza dell'esercizio 2021.

"La Campania si conferma una regione prioritaria per Terna". La sostenibilità arriva anche "dalla chiarezza del quadro regolatorio" di cui "abbiamo certezza fino alla conclusione del piano", aggiunge. Terna, è stato spiegato, ha tutte le carte in regola per implementare il piano al 2023. E' quanto annuncia il gruppo. Oltre 2 miliardi di euro saranno ad attività di rinnovo ed efficienza. Circa 1 miliardo per il piano di difesa per la realizzazione e l'installazione di dispositivi per accrescere la sicurezza e la stabilità della rete, quali ad esempio i compensatori sincroni nei punti più critici per la gestione dei flussi di energia. A fine 2018 la Rab è di 15,2 miliardi di euro. Nota bene: oltre il 60% delle nuove linee elettriche che entreranno in esercizio in questi cinque anni sarà 'invisibile', ossia realizzato tramite cavi interrati o sottomarino, con ridotto impatto ambientale. Inoltre, nell'arco di piano si prevede l'entrata in esercizio delle due interconnessioni elettriche Italia-Montenegro e Italia-Francia. E qui la logica della società è molto chiara: Terna intende proporsi come fornitore di servizi a valore aggiunto "cogliendo le opportunità di mercato per i clienti del settore energetico". L'Ebitda (Margine Operativo Lordo) si è attestato a 1.650,6 milioni di euro (+2,9%).

Per ognuna di queste tre categorie di investimento, Terna riserverà circa 700 milioni di euro per digitalizzazione e innovazione. L'indebitamento finanziario netto è di 7.899 milioni di euro (7.796 milioni di euro al 31 dicembre 2017). L'utile per azione è previsto a 36 centesimi.

Ammontano a 614 milioni di euro gli investimenti che Terna sosterrà in Sicilia nei prossimi 5 anni, per lo sviluppo e l'ammodernamento della rete elettrica nella regione.

Sono dati in crescita e sono stati raggiunti tutti gli obiettivi economico-finanziari prefissati.

In relazione ai ricavi il risultato è dovuto principalmente all'incremento dei ricavi tariffari del Regolato Domestico, al contributo del Non Regolato Domestico, in particolare grazie alla crescita del fatturato del gruppo Tamini, e ai risultati conseguiti dalla realizzazione dei progetti in Brasile. Le imposte sono pari a 296,1 milioni di euro, con un aumento dello 0,6% per effetto dei risultati ante imposte.

Altre Notizie