Sabato, 17 Agosto, 2019

Auto: a febbraio -0,9% vendite in Europa - Ultima Ora

Fca: a febbraio in Ue molto bene vendite Jeep, record per Lancia Il fatturato dell'industria automobilistica italiana è crollato del 21,5%
Esposti Saturniano | 17 Marzo, 2019, 12:26

Un segno negativo, una frenata. Nei primi due mesi del 2019 le immatricolazioni complessive sono state 2.374.963, con una flessione del 2,9% sull'analogo periodo dell'anno scorso. Nei primi due mesi del 2019 le immatricolazioni del gruppo sono 152.907, in calo del 10% rispetto all'analogo periodo dell'anno scorso, con la quota che passa dal 6,9 al 6,4%. Sul banco degli imputati ci sono soprattutto Fiat Tipo e 500L, due modelli in calo. Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Spagna valgono circa il 70% delle immatricolazioni dell'aerea presa sotto esame.

Lancia in febbraio registra oltre 5.800 vetture, con una crescita record del 38,4%.

Discorso diverso e differenziato invece per Italia e Spagna (con un -8,8%).

Una flessione che però nasconde in sè anche una notizia positiva.

Calano a febbraio le immatricolazioni di Fca in Europa.

In calo le vendite per Fca che a febbraio ha immatricolato 80.213 auto, il 5,2% in meno dello stesso mese del 2018, con la quota che scende al 7% dal precedente 7,3%, ma inj aumento dal 5,9% di gennaio. Nel periodo gennaio-febbraio 2019, le immatricolazioni delle marche italiane ammontano a 152.907 unita? La quota del marchio è dello 0,5%, +0,1 punti percentuali. "Da un lato la domanda comincia a risentire del rallentamento economico che sta interessando l'economia mondiale, dall'altro le decisioni di acquisto continuano a essere frenate dalla demonizzazione del diesel".

"Dato il grande impegno di tutte le case per l'auto elettrica - spiega Quagliano di Csp - il mercato europeo pare sulla soglia di una transizione epocale dalle alimentazioni tradizionali a quelle verdi, ma sembra essere entrato in una situazione di stallo. Dalle tensioni relative alla politica commerciale USA e al rallentamento dell'economia cinese, ereditate dal 2018, siaggiungono possibili rischi derivanti da un aumento della volatilita? dei mercati finanziari, la possibile imposizione di dazi doganali nelle importazioni di auto e componenti in USA, la Brexit 'no deal', e le elezioni europee, senza dimenticare l'impatto del quadro normative UE, ovvero dei nuovi sfidanti target di riduzione delle emission di CO2 fissati per il 2025 e 2030, sui piani di sviluppo dei Costruttori europei di auto".

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