Lunedi, 25 Marzo, 2019

Brexit, bocciato il no deal

Brexit punto e a capo Brexit, May sconfitta di nuovo: respinto l'accordo con la Ue. «Domani il voto per il...
Esposti Saturniano | 14 Marzo, 2019, 21:07

Nella mozione che verrà messa al voto alla Camera dei Comuni, il governo della premier britannica Theresa May ha fissato la data del 20 marzo come termine massimo entro il quale tenere un terzo voto di ratifica dell'accordo sulla Brexit.

"Se si vuole evitare un no deal - ha detto - bisogna votare un accordo". Perché anche se nessuno lo dice a voce alta, la dilazione potrebbe servire soltanto a prepararsi meglio al grande salto: "E noi siamo pronti a questo scenario", sottolineano a Bruxelles.

Secondo gli esperti l'Aula dei Comuni voterà contro l'ipotesi di Brexit senza accordo, una posizione che è cara soltanto ai Brexiteer più accaniti. "Ma la Camera - ha concluso - deve affrontare le conseguenze delle decisioni che prende". Domani, invece, giovedì 14 marzo, si esprimeranno sulla possibilità di chiedere una proroga alla scadenza del 29 marzo per l'uscita dall'Unione europea, un rinvio che per molti potrebbe preludere a un nuovo referendum.

Parole che hanno rappresentato una sorta di boomerang, subito accompagnate dal balzo indietro della sterlina. Revocare l'articolo 50 (la disposizione del Trattato sull'Unione europea che permette a uno stato membro di uscire dall'Ue) "un tradimento" dell'elettorato e della democrazia.

Oggi, inoltre, alcuni deputati proporranno una proposta alternativa per il rinvio della Brexit dino al 22 maggio e una serie di accordi ad interim con l'Ue fino al 2021.

(Teleborsa) - A Londra il cerchio si stringe.

Di fatto il Parlamento britannico ha escluso di lasciare l'Ue "in qualsiasi momento e circostanza" senza un accordo, approvando una mozione del governo emendata in modo radicale e che di fatto apre la strada a un ormai certo rinvio della Brexit. "Durante le mie consultazioni prima del Consiglio europeo, chiederò ai 27 leader dell'Ue di essere aperti per un'estensione lunga se il Regno Unito troverà necessario ripensare la propria strategia sulla Brexit e per costruire il consenso attorno a questa", ha annunciato su Twitter. Tuttavia, a meno che sia richiesta e garantita un'estensione, il Regno Unito lascerà l'Ue alla mezzanotte del 29 marzo, in base alla legge dell'Unione europea.

Secondo Donald Tusk, Presidente del Consiglio Europeo, è opportuno concedere un lungo slittamento rispetto alla data del 29 marzo, così da garantire all'UK un "ripensamento della sua strategia sulla Brexit". Sulla stessa linea d'onda il portavoce dell'esecutivo Margaritis Schinas, che ha dichiarato alla stampa: "Una richiesta ragionevole è una richiesta basata su una ragione", escludendo un rinvio motivato solo dalla lontana - e per ora immotivata - speranza che Westminster trovi una soluzione.

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