Lunedi, 20 Mag, 2019

Paradisi fiscali, l’UE vara la nuova black list

Paradisi fiscali: Tria e l’inserimento degli Emirati Arabi nella blacklist Fisco. MEF: Emirati hanno cominciato iter per uscire da lista nera UE
Evangelisti Maggiorino | 14 Marzo, 2019, 19:23

La medesima lista nera è stata sviluppata sulla base di un processo di analisi e di dialogo con i Paesi coinvolti.

Oggi la lista dei paradisi fiscali comprende cinque Paesi: le isole Samoa americane, Guam, Samoa, Trinidad e Tobago e le Isole Vergini.

Come si legge nella nota emessa dai Ministri delle Finanze al termine dell'Ecofin, i 5 Paesi già compresi nella black list non hanno preso alcun impegno per rispettare gli standard internazionali e UE dal 2017, mentre 3 dei nuovi paradisi fiscali (Barbados, Emirati Arabi Uniti e Isole Marshall) erano stati spostati nella "lista grigia" ma non sono riusciti a soddisfare gli standard richiesti per lo stralcio dalla lista. A guidare la procedura è stata la Commissione europea che ora ha ampliato il range arrivando addirittura a quindici Paesi, rispetto ai precedenti cinque.

Ieri, a Bruxelles, il Consiglio di economia e finanza (Ecofin) ha approvato l'aggiunta di dieci paesi nella black list Ue, ossia quelle nazioni che favoriscono il riciclaggio di denaro e la conseguente criminalità. "Grazie alla lista, decine di paesi hanno eliminato i sistemi fiscali dannosi e si sono mossi verso standard di trasparenza internazionale e tassazione equa". Da quando è stato adottato per la prima volta alla fine del 2017, l'elenco ha dimostrato la sua validità nel portare avanti in modo cooperativo l'agenda dell'Ue di migliorare le pratiche fiscali globali, combattere l'elusione fiscale e migliorare il buon governo e la trasparenza: "più di 30 giurisdizioni hanno già consegnato gli impegni a passare le riforme fiscali". Stranamente, dall'Italia, però, il ministro Tria ha avuto delle remore.

Al momento sono trapelate alcune indiscrezioni sui possibili nuovi componenti della lista nera che potrebbero tornare a comprendere anche gli Emirati Arabi, depennati nel gennaio 2018 dopo un iniziale inserimento nella black list. La nostra opinione rimane, ma ovviamente terremo conto anche dell'opinione degli altri in cerca di una soluzione positiva.

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