Lunedi, 25 Marzo, 2019

Corrado Guzzanti truffato che andava avanti a scatolette di tonno

Corrado Guzzanti Corrado Guzzanti
Deangelis Cassiopea | 13 Marzo, 2019, 19:40

La truffa sarebbe andata avanti dal 2004 fino al 2013, quando Guzzanti ha interrotto il "sodalizio".

"Ho avuto difficoltà a dormire e scoppiavo a piangere nel sonno" - racconta Guzzanti, parlando del periodo difficile che è seguito alla truffa - "Avevo difficoltà a fare la spesa, ma con molta lentezza ho ripreso a vivere, grazie anche alla mia compagna che mi è rimasta sempre vicina". Guzzanti avrebbe affidato al manager una parte cospicua dei suoi guadagni per investirli in titoli tedeschi dai rendimenti elevati e certi. Un rendimento certo e sicuro, con prospetti di guadagno che arrivavano, teoricamente, fino a 6,5milioni di euro. Trigona venne delegato di operare sui conti dell'attore e di occuparsi del pagamento delle relative imposte, ma i bund tedeschi che diceva di acquistare in realtà non esistevano e così Guzzanti si è trovato ad affrontare un debito di 900mila euro con il fisco. Trigona, stando alle parole di chi ha dato vita sul piccolo e grande schermo alle contraddizioni del Belpaese, avrebbe anche confidato al performer di averlo truffato. Trigona, che si è servito anche di un complice, falsificavano assegni, facevano prelievi, e addirittura usava quel denaro per saldare debiti contratti con la sua società.

Era un'amicizia speciale quella fra Guzzanti e Trigona, tanto che l'impresario teatrale, impegnato in passato con artisti del calibro di Lucio Dalla e Gino Paoli, avrebbe assunto insieme a Vecchio il compito di mantenere per lungo tempo la contabilità dell'artista.

Come riferisce il Corriere della Sera, Corrado Guzzanti ha testimoniato in tribunale contro Valerio Terenzio Trigona, conosciuto negli anni '90, ai tempi in cui l'attore era una delle star di Tunnel, programma condotto da Serena Dandini. Peccato che i titoli fossero carta straccia: Terenzio, approfittando della fiducia dell'attore che gli lasciava gestire le sue finanze, se ne sarebbe sistematicamente approfittato con la complicità del suo braccio destro anche lui a processo. "Nel 2014 me la sono cavata con due o tre lavori che mi hanno permesso di guadagnare abbastanza per pagare le tasse e la casa e sono stati come una specie di terapia per ripartire". Così, Guzzanti avrebbe sborsato 230mila euro, cifra della quale l'imputato avrebbe riferito l'avvenuto saldo: anche questo "mai avvenuto" sostiene l'accusa. "Era il 10 giugno e Terenzio mi confessò: 'si è vero ti ho truffato'".

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