Domenica, 26 Mag, 2019

Brexit: May senza voce, questo accordo o Brexit a rischio

La premier Theresa May La premier Theresa May
Esposti Saturniano | 13 Marzo, 2019, 19:10

E se non ci fosse l'accordo entro quella data, cosa succederebbe ora che dalle elezioni sono stati esclusi i seggi britannici e la Brexit non è poi così scontata? "L'Unione europea ha fatto tutto il possibile per aiutare a ottenere l'accordo di ritiro in vista della scadenza". La possibilità di una Brexit senza accordo è sempre più vicina, come ricorda anche il portavoce del presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk.

Ancora più esplicito il capo negoziatore Ue Michel Barnier: "I nostri preparativi per un 'no deal' sono ora più importanti che mai".

Roma - La Camera dei Comuni del Parlamento britannico ha bocciato in serata, per la seconda volta, l'accordo sulla Brexit patrocinato dal governo Tory della premier Theresa May.

A spiegare cosa succede ora, nell'immediato, ci ha pensato la premier May: domani i deputati dovranno esprimersi sulla possibilità che la Gran Bretagna lasci l'Ue nella data prestabilita, quella del 29 marzo, senza un accordo. La speranza è che metta da parte le ambizioni di vedere finalmente approvato il suo testo, operazione davvero spericolata e estremamente divisiva, per lasciare lo spazio ai deputati per creare alleanze e proporre una soluzione, che a quel punto sarebbe probabilmente un compromesso soft, lontano dalle brame indipendentiste e drastiche dei brexiteers, ma fattibile e consensuale. Anche se "riducono il rischio che il Regno Unito possa essere trattenuto indefinitamente e involontariamente" nel meccanismo del backstop, che non dovrebbe trascinarsi oltre l'autunno 2020. Al confine irlandese, il governo avrebbe deciso di non introdurre nuovi controlli sulle merci che si spostano dalla Repubblica irlandese all'Irlanda del Nord.

Il verdetto è arrivato al termine di 48 ore frenetiche, che hanno lasciato May evidentemente provata, con il tormento della raucedine a minarne le corde vocali nel momento cruciale dell'introduzione del dibattito decisivo.

La sterlina inglese ha reagito alla bocciatura della Brexit con un lieve ribasso che tuttavia ha permesso di tirare un sospiro di sollievo a quanti avevano previsto un tonfo più accentuato.

Il no di Dup e di una parte dei Tory - La leader della destra unionista nordirlandese, Arlene Foster, aveva formalizzato già nel pomeriggio la decisione del suo partito - vitale alleato dei Conservatori al Parlamento britannico - di "non sostenere" l'accordo e aveva riconosciuto "alcuni limitati progressi" fatti negli ultimi colloqui con l'Ue, ma giudicandoli "insufficienti" a tutelare l'Irlanda del Nord dall'eventuale "impatto" del backstop "sull'integrità economica e costituzionale" del Regno Unito.

La crisi di governo - La bocciatura del voto bis, secondo le indiscrezioni raccolte tra i deputati dalla Bbc, potrebbe portare a una crisi di governo e allo scioglimento anticipato del Parlamento dopo la probabile richiesta all'Ue di un rinvio limitato rispetto alla prevista data d'uscita. Lo ha detto il leader laburista Jeremy Corbyn, che ha preso la parola nella Camera dei Comuni, dopo la pesante sconfitta subita dalla May.

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