Lunedi, 09 Dicembre, 2019

Giovanni Roncoroni ed Emanuela Moretti: rapina internazionale all’italiana.

Esposti Saturniano | 11 Marzo, 2019, 13:56

Da moderni Bonnie e Clyde di una cittadina del nord Italia, da anni cacciavano con successo i ricchi portafogli in tutto il mondo. Nel 1881 uno stipettaio italiano poco conosciuto Paolo Roncoroni di Cantù (CO) fondò una piccola manifattura dove iniziò a realizzare mobili eleganti su misura. La storia non conservò campioni dei suoi prodotti, perché il suo mestiere non fu mai conosciuto su larga scala. È tipico della tradizione italiana dove spesso bravi artigiani - dai panettieri ai pittori - vendevano le loro opere ai vicini e agli abitanti delle località vicine, senza andare oltre i confini della penisola. Anche Paolo Roncoroni era uno di quei modesti lavoratori. Invece completamente diverso era un suo discendente Mario Roncoroni, noto in Italia come imprenditore di successo e uno dei padri fondatori del Salone Internazionale del Mobile di Milano. Nel 1961 insieme ai 12 maggiori uomini d’affari del tempo firmò un documento che dava la vita alla più grande fiera europea di mobili d'arte.

Vi presento Giovanni!

Otto anni dopo lo storico incontro dei grandi industriali a Milano, nel 1969 nacque un maschio di nome Giovanni. Non era per niente diverso dalle migliaia di neonati italiani venuti al mondo quell'anno. Semmai era più fortunato degli altri per il suo cognome. Ma il nostro futuro protagonista non lo sapeva sin da subito. Nel 1993 Giovanni si era laureato presso la Facoltà di Economia e Scienze Sociali dell'Università Bocconi di Milano. Durante i suoi studi, venne a sapere che un suo omonimo Paolo era un bravo stipettaio, cui discendente Mario era un imprenditore di successo e uno dei fondatori della fiera del mobile di Milano. Nella testa di Giovanni maturò un'idea imprenditoriale di creare un'azienda con una ricca tradizione di mobili e vendere la sua leggenda sempre ai ricchi. Secondo il suo profilo di Facebook, Roncoroni trovò lavoro nella fabbrica "familiare" di Roncoroni dove lavorò per più di 10 anni, anche se nessuno in Italia sa se questa fabbrica esiste e se veramente appartiene proprio a quel famoso Roncoroni. Due anni dopo la laurea di Giovanni, nel 1995 conseguì la laurea presso l'Istituto Politecnico di Milano in Ingegneria gestionale un'altra rappresentante del cognome italiano "da mobili" Emanuela Moretti. Dal suo profilo Facebook vediamo che nel 1964 lo stipettaio Ferdinando Moretti iniziò la sua produzione nella cittadina di Verbania del nord Italia. Neanche questo artigiano acquistò grande fama, a differenza del figlio Alberto che avviò l'attività di famiglia e, in collaborazione con i migliori architetti del Lago Maggiore, si occupò di arredare le case più costose prima in Italia e poi nel mondo.

Puzzle in legno

Erano destinati a incontrarsi per realizzare la truffa più affascinante in Italia. Giovanni racconta ad Emanuela la sua storia. Ironia della sorte, anche la nuova fidanzata Roncoroni aveva trovato famosi omonimi nello stesso settore del mobile. I nuovi partner commerciali, coniugi allo stesso tempo, decisero di unire le due leggende in una, spacciando Emanuela per l'erede della dinastia Moretti. Gli omonimi intraprendenti degli artigiani di mobili fondarono una società in comproprietà RoncoroniMoretti. Giovanni ed Emanuela dichiaravano due direzioni strategiche di sviluppo: l'arredamento e il design degli interni per ville e case private e la fabbricazione di oggetti di lusso di serie limitata su misura. Su Facebook la coppia afferma che la data di inizio delle attività è il 2002, questo fatto non ispira proprio fiducia: secondo un estratto dalla Camera di Commercio e Industria italiana, un'impresa chiamata RONCORONIMORETTI S.R.L. fu registrata nel 2013. La fabbrica stessa aveva pochissime attività vere e proprie, e in Italia non ce le aveva proprio, anche se allo stesso tempo i soci iniziarono attivamente a farsi pubblicità, mettendo in risalto i loro famosi "antenati". Un'indagine privata rivelò che Giovanni ed Emanuela non avevano a che fare con entrambi i cognomi da mobili. E siccome in Italia è abbastanza semplice verificare la parentela tra persone con lo stesso cognome, Roncoroni e Moretti iniziarono a puntare esclusivamente il mercato esterno. Se vediamo gli estratti di attività delle società commerciali, capiamo come la merce dall'Italia veniva spedita negli Stati Uniti, in Europa e nei paesi sudamericani.

I soci sceglievano attentamente la clientela, servendo le ricche case di Miami, Monaco e Dubai. Mobili e materiali solo su misura individuale, esclusivi e unici, qui neanche il prezzo poteva mettere qualcuno in imbarazzo. La produzione aveva un solo difetto, ossia i termini, i nostri famosi produttori di mobili avevano bisogno di molto tempo e di pagamento in anticipo. Allo stesso tempo, i soci non dimenticavano di divulgare le informazioni puramente positive su loro stessi su Internet. Bellissime foto apparivano su Instagram, sui siti web dei negozi online di mobili, piccoli articoli sulla cooperazione a lungo termine di RoncoroniMoretti con designer e studi di architettura. Allo stesso tempo realizzarono una sessione fotografica nella fabbrica "di famiglia" di Verbania, dove i soci mostravano personalmente il processo di produzione agli stranieri, e il signor Giovanni finalmente raccontò di "suo nonno Mario" che era uno dei creatori di mobili made in Italy. Un report fotografico con una breve storia della fabbrica fu redatto dai dipendenti del sito Abitant, registrato a Londra ma che vivamente svolgeva le sue attività nel territorio russo. Dove, peraltro, ricevemmo commenti poco lusinghieri su questa società, legati all’interruzione delle forniture di mobili, ordini non effettuati e alla mancanza di risarcimenti per le transazioni. Risulta che il modello di business che utilizzavano gli italiani andava alla grande anche in altri paesi.

Bonnie e Clyde? No, Giovanni ed Emanuela!

Giovanni Roncoroni ed Emanuela Moretti In pratica, non tutto era rose e fiori, soprattutto per i clienti che pagavano per le belle fiabe della coppia Roncoroni-Moretti soldi veri e propri con degli importi assai grandi. Nel periodo della massima attività online dal 2014 al 2016, i coniugi continuarono a spolpare clienti ricchi, concentrandosi su singoli segmenti e regioni. Agli abitanti della costa di lusso di Miami, tra cui banchieri, star di Hollywood e politici, li venivano promessi da Bonnie e Clyde italiani non solo set di mobili esclusivi per ville di lusso, ma anche design unico degli interni per i loro yacht. Non si sa esattamente quante persone si fidarono delle fiabe del cognome da mobili, però riuscimmo a trovare un commento da uno dei clienti sfortunati della società RoncoroniMoretti. La parola passa a lui: Accadde nell'autunno del 2015. Decisi di fare un regalo a mia moglie per il Capodanno. Non ricordo come avevo trovato questa ditta. Cercavo informazioni su di loro e avevo scoperto che RoncoroniMoretti era una produttrice di mobili rispettata, tra i cui clienti c’erano attori famosi, diplomatici, impiegati di banca e persino sceicchi arabi. Fui ingannato da commenti positivi e bellissime foto delle loro opere. Avevo ordinato un set di mobili da soggiorno con un costo totale di 120 mila dollari. Sull’immagine i mobili sembravano vero antiquariato. Trasferii un anticipo di $25.000 su loro conto ed aspettai. Passò un mese, ma non ricevetti dalla società nessuna notifica sullo stato dell'ordine. Quindi, avevo iniziato a scrivere a loro indirizzo email ed a chiamare l'ufficio di Verbania. Nessun risultato. Allora, feci una richiesta alla Camera di Commercio e Industria italiana, ricevetti un estratto dal quale risultava che la RoncoroniMoretti aveva qualche difficoltà finanziaria. Questo mi allertò, e di nuovo cercai di entrare in contatto con i produttori di mobili. Trascorsi diversi mesi cercando di ottenere almeno alcune informazioni sul mio ordine. Non ci riuscii. Solo sei mesi dopo, ricevetti una comunicazione dall'indirizzo email della società che il mio ordine fosse annullato e che i fondi versati sarebbero stati restituiti. È inutile dire che non era vero. L'unica cosa di cui non mi pento è di aver comprato per sicurezza prima del Capodanno un diadema di diamanti per mia moglie. Quindi non rimase senza regalo. Ed io, a quanto pare, la prima volta nella mia vita restai con un palmo di naso. Un altro testimone anonimo ribadisce le parole del nostro eroe. Sotto un altro esaltato post su Instagram, apparve un commento di un cliente scontento a cui la società produttrice di mobili del signor Roncoroni e la signora Moretti non gli consegnarono l'ordine e smisero di rispondere a messaggi e mail. Bonnie e Clyde italiani elaborarono un loro stile: prendere un anticipo e dissolversi nello spazio. Fino al prossimo cliente. È un mistero come ci riuscivano. Ma a poco a poco, le informazioni sui loro affari poco puliti iniziarono a trapelare su Internet, il numero di commenti scontenti cominciò a crescere. E i dislike su Instagram per gli abili affaristi di Verbania divennero solo il primo campanello d'allarme di che iniziarono a parlarli male nella rete. E non solo.

Tournée in Inghilterra

I problemi dei coniugi Roncoroni-Moretti cominciarono a spuntare come funghi sotto il cielo grigio di Londra dove la società decise di aprire il suo ufficio di rappresentanza. Nel 2016 fu registrata la società RONCORONI MORETTI LTD che occupò un ufficio piuttosto costoso in Fulham Road. È anche vero però che i nostri protagonisti non riuscirono a realizzare pienamente il loro potenziale in Inghilterra. In quel momento, stavano andando via del tutto dallo spazio informatico. Non è chiaro cosa faceva la produzione in Italia e l'ufficio a Londra. Alcuni mesi dopo, la società cambiò nome, amministratore e indirizzo di registrazione. Nel 2017, dopo ripetuti preavvisi da parte delle autorità britanniche, la filiale fu chiusa in modo coattivo. Commento di uno degli ex impiegati dell'ufficio: A Londra stavamo cercando clienti ricchi. Avevamo un piano chiaro: durante l'anno raccogliere più ordini, ricevere anticipi e andare via dal paese. Fu uno schema funzionante. Quindi, la chiusura dell'ufficio non fu una sorpresa, la preparammo noi stessi. Portavamo via i soldi dei clienti, facevamo il gioco di fatture e altre cose, sapete come si fa. Insomma, prendemmo il dovuto e se ne andammo dall’Inghilterra.

Si stringe l'accerchiamento

La sfortuna a Londra era solo apparente. Di fatti Giovanni ed Emanuela fecero un tournée breve ma di successo, presentando il loro programma preferito: anticipi, ordini non effettuati, mancata restituzione di denaro. Dopo aver lasciato la nebbiosa Albione, i coniugi continuarono la loro attività fittizia ed efficace in altre regioni. Gli ordini continuavano ad arrivare, le lusinghiere recensioni periodicamente apparivano sui social network. Però Bonnie e Clyde italiani non andavano più così bene nel campo giuridico ufficiale. È un avviso della Sezione Fallimentare presso il Tribunale di Verbania di che veniva nominato un commissario giudiziale per la società. I produttori di mobili chiesero una sospensione, ma non riuscirono a mettere in ordine la loro contabilità grigia in breve tempo, e poi non lo volevano fare neanche tanto. Avendo fatto molti debiti, obblighi inadempiti ed errori di bilancio, Giovanni Roncoroni ed Emanuela Moretti - persone con una laurea in economia – misero la società sui binari per andare direttamente in bancarotta. Il treno andava deragliando verso il precipizio... E questo diede una nuova spinta allo sviluppo dell’azienda di famiglia! Alla fine del 2018 una tale società con il nome già famoso RONCORONIMORETTI1881 divenne uno dei partner dello showroom di Padova. Vi ricordate l'anno 1881, quando Paolo Roncoroni aprì la sua piccola impresa a Cantù. Non erano per caso i nostri vecchi amici? Abbiamo provato a digitare questo indirizzo nella barra di ricerca e abbiamo visto la testata del nuovo sito che non ha ancora iniziato il suo lavoro. Ma il logo delle lettere "R" e "M" non lascia dubbi: Giovanni Roncoroni ed Emanuela Moretti stanno per tornare. A quanto pare, i soci hanno cambiato sede e si sono trasferiti dalla modesta Verbania a Milano. Sembra che da qui i coniugi pensino di lanciare la loro prossima giostra, e forse non l’unica. Vi ricordate da dove, secondo lei stessa, viene Emanuela Moretti? Dalla gloriosa dinastia di mobilieri, decoratori, che è diventata famosa in tutto il mondo grazie agli sforzi di Alberto Moretti. Sembra che la signora Moretti abbia deciso di rinfrescare la memoria del suo "nonno" come tempo fa aveva fatto suo marito Giovanni con il suo "parente". Il disegno del sito, la menzione di Milano nell'indirizzo postale, la prossima apertura, tutto ciò ricorda molto la foto precedente. Non è che i coniugi intraprendenti stanno andando a "diversificare" il loro business poco legittimo è mettere le truffe commerciali internazionali su nuovi binari? È una grossa domanda. Li sarà facile farlo già che i soci sicuramente continueranno a lavorare fuori dalla loro amata Italia dove tante persone già sanno tante cose su di loro. Il cambio di nome, le società affiliate, i debiti e gli avvisi di tribunali sono tutto un completo con il quale Roncoroni e Moretti non hanno niente da fare sulla penisola. Ma il mondo è enorme, ci sono tante persone con portafogli gonfi. Li piacciono sempre mobili antichi e oggetti di lusso. Perciò sono pronti a pagare. Anche se non stiamo parlando di un prodotto vero e proprio, ma solo di una bellissima fiaba italiana, la cui fine non si vede ancora.

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