Venerdì, 15 Novembre, 2019

Una barriera corallina in Puglia: Monopoli come Sharm el Sheikh

Abbiamo trovato una barriera corallina in Puglia Scoperta la prima barriera corallina italiana
Evangelisti Maggiorino | 10 Marzo, 2019, 09:38

I gruppi di animali comunemente chiamati "coralli" sono colonie di centinaia di antozoi, invertebrati lunghi pochi millimetri che vengono anche chiamati "polipi" - e non vanno confusi con i polpi, anche se sono dotati di tentacoli.

Barriera 'a sorpresa'. "Nella carriera di un ricercatore una fortuna del genere capita una sola volta" dichiara il professor Corriero, a Monopoli infatti è stata trovata la prima scogliera corallina italiana modificata da madrepore e con caratteristiche molto simili alle celebri barriere coralline equatoriali. Gli esperti spiegano che il fatto che si trovi così in profondità in un ambiente per lo più inesplorato, ha permesso alla barriera di mantenersi nascosta, fino ad oggi.

La barriera è stata scoperta grazie all'analisi di un filmato subacqueo dalla ricercatrice Frine Cardone, interessata a studiarlo per cercare i molluschi bivalvi che stava studiando. Eccezionale scoperta dei ricercatori del dipartimento di Biologia dell'Università di Bari, guidati dal direttore Giuseppe Corriero: una barriera corallina al largo delle coste pugliesi, all'altezza di Monopoli.

La chicca naturalistica, ritrovata in ambiente di media profondità (tra i 40 e i 55 metri), a circa due chilometri dalla linea di costa in un'area di studio che si estende per 2,5 chilometri, solleverà questioni di conservazione e finirà per costituire un richiamo per il turismo di nicchia, considerando anche le prospettive: lo studio ha descritto quella situazione su un tratto limitato, ma, secondo gli studiosi, è presumibile una presenza molto più ampia, con una distribuzione a macchia di leopardo, su un tratto che da Bari arriva almeno fino a Otranto.

La Puglia come le Maldive o i mari australiani. "La nostra invece vive a circa 50 metri di profondità in penombra e quindi le madrepore costruiscono queste strutture imponenti di carbonato di calcio in assenza di alghe". I colori della barriera corallina italiana sono dunque più tenui: l'arancione, il rosso, il viola.

Adesso la priorità è quella di difendere questo tesoro finora rimasto nascosto agli occhi dell'uomo.

A quel punto, quando è stato notato "qualcosa di strano" sono stati attivati subacquei specializzati e utilizzate attrezzature robotiche ad hoc. Gli stessi ricercatori hanno già allertato informalmente l'Ufficio parchi e tutela della biodiversità della Regione.

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