Lunedi, 20 Mag, 2019

L'Efsa deve garantire trasparenza su studi di tossicità del glifosato

L'Efsa deve garantire trasparenza su studi di tossicità del glifosato Glifosato, Tribunale Ue stoppa Efsa: “Apra gli archivi e dia studi su tossicità”
Evangelisti Maggiorino | 09 Marzo, 2019, 17:02

Il Tribunale di primo grado dell'Ue ha annullato, oggi a Lussemburgo, le decisioni con cui l'Efsa, l'Autorità europea di sicurezza alimentare con sede a Parma, aveva negato l'accesso del pubblico agli studi di tossicità e di cancerogenicità della sostanza attiva del Glifosato, il pesticida più diffuso al mondo, durante il processo di rinnovo della sua autorizzazione.

"Dopo aver esaminato esamina poi la natura delle informazioni contenute negli studi richiesti al fine di accertare se tali studi costituiscono informazioni "[riguardanti] emissioni nell'ambiente, ai sensi del regolamento di Aarhus, il ha poi esaminato le informazioni contenute negli studi richiesti per accertare costituiscono informazioni "[riguardanti] emissioni nell'ambiente", ai sensi del regolamento di Aarhus e ha constatato che "l glifosato è stato iscritto come sostanza attiva a decorrere dal 1º luglio 2002.

L'Efsa, l'agenzia europea sulla sicurezza alimentare, aveva negato ad alcuni richiedenti, tra cui alcuni eurodeputati dei Verdi, l'accesso agli studi sulla tossicità e cancerogenicità del glifosato, un erbicida ad ampio spettro che è il principio attivo del Roundup, un prodotto della Monsanto, gruppo chimico Usa recentemente acquisito da Bayer (ma la molecola è la base di moltissimi altri prodotti, anche di altre aziende). Tali documenti riguardavano, in particolare, la dose giornaliera ammissibile (ADI) di glifosato, oltre a risultati e analisi sulla cancerogenicità della sostanza. A partire da tale data, il glifosato è stato autorizzato negli Stati membri ed è stato effettivamente utilizzato in prodotti fitosanitari.

C'è un interesse pubblico a conoscere gli studi di tossicità sul glifosato e il modo in cui l'ambiente rischia di essere danneggiato dalla diffusione di questo erbicida. L'Autorità aggiungeva che non esisteva alcuni interesse pubblico prevalente alla divulgazione, sostenendo fra l'altro che quelle parti di studi richieste non costituissero informazioni sulle emissioni nell'ambiente. "L'Efsa non poteva quindi negarne la divulgazione, adducendo che ciò avrebbe arrecato pregiudizio alla tutela degli interessi commerciali dei proprietari degli studi richiesti".

Il Tribunale riucorda poi che il glifosato è uno degli erbicidi più usati in Europa e le sue emissioni nell'ambiente "sono quindi reali".

Per quanto riguarda l'argomento dell'EFSA secondo cui un nesso con emissioni nell'ambiente non sarebbe sufficiente perché tali studi ricadano nell'ambito di applicazione del regolamento di Aarhus, il Tribunale rileva che dalla giurisprudenza della Corte di giustizia risulta che la nozione di "informazioni riguardanti emissioni nell'ambiente", ai sensi del regolamento di Aarhus, non è circoscritta alle informazioni che consentono di valutare le emissioni in quanto tali, ma comprende anche le informazioni relative agli effetti di dette emissioni. Si tratta di una sostanza chimica che è presente sotto forma di residui nelle piante, nell'acqua e negli alimenti. Il Tribunale UE è infatti convinto che l'interesse del pubblico sia motivato dal voler sapere non solo qualcosa di più su cosa viene e cosa sarà rilasciato nell'ambiente, ma anche il modo in cui l'ambiente rischia di essere danneggiato dall'inquinamento da glifosato.

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