Lunedi, 20 Mag, 2019

Commissione UE: Italia deferita alla Corte di Giustizia per livelli NO2

Bruxelles deferisce Italia a Corte Ue su smog e fogne Non solo smog, la Commissione europea deferisce l’Italia anche sulle fogne.
Evangelisti Maggiorino | 09 Marzo, 2019, 16:56

Per quanto riguarda la prima causa, stavolta nel mirino è finita la "mancata protezione dei cittadini dagli effetti del biossido di azoto (NO2)". Ora il nuovo deferimento da parte di Bruxelles con l'Italia che si prepara ad essere giudicata dalla Corte Europea. Le norme UE sulla qualità dell'aria impongono agli Stati membri l'adozione di misure che tutelino i cittadini dall'esposizione agli inquinanti atmosferici. I valori limite stabiliti dalla legislazione comunitaria (art.13 della direttiva 2008/50/Ce), che avrebbero dovuto essere rispettati già dal 2010, continuano a essere violati in dieci agglomerati della Penisola in cui risiedono circa 7 milioni di persone. Anche altri Paesi (Francia, Germania, Regno Unito, Romania e Ungheria) sono interessati da provvedimenti simili.

È la risposta a Bruxelles dell'assessore lombardo all'Ambiente Raffaele Cattaneo, dopo il deferimento dell'Italia e di altri 16 Stati europei per il superamento dei limiti di biossidi di azoto.

In materia di adeguamento dei sistemi fognari e di depurazione alle norme europee che risalgono al 1991, il deferimento in Corte riguarda comuni e aree in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto. L'Italia non ha provveduto affinché tutti gli agglomerati con più di 2.000 abitanti siano provvisti di reti fognarie per le acque reflue urbane e non garantisce che le acque reflue urbane che confluiscono in reti fognarie siano sottoposte, prima dello scarico, a un trattamento adeguato come richiesto dalla direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane (direttiva 91/271/CEE del Consiglio). Per quanto riguarda lo smog, l'Italia era già stata deferita in Corte per lo sforamento dei valori del Pm10 lo scorso maggio come conseguenza di una procedura di infrazione aperta nel 2014. Per questi motivi - conclude Ciafani- è urgente realizzare al più presto un Piano Nazionale contro l'inquinamento, penalizzare economicamente il traffico motorizzato privato investendo sul potenziamento del trasporto pubblico locale, pendolare e su ferro; ridurre le emissioni industriali e quelle prodotte dal riscaldamento; dall'altro lato velocizzare al più presto la messa a norma di quei sistemi fognari e depurativi su cui l'Europa, sempre attenta all'ambiente e alla salute dei cittadini, da anni ci chiede di intervenire.

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