Sabato, 24 Agosto, 2019

Il piano industriale di Bper

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Esposti Saturniano | 02 Marzo, 2019, 20:28

Quanto alla politica di remunerazione per gli azionisti che prevede un dividendo payout medio nell'arco del piano industriale 2019-2021 pari a circa il 25%, l'ad risponde: "Questo è un livello che possiamo rispettare, ma c'è spazio per andare oltre il 25%".

Un business che è stato articolato partendo da tre pilastri: la crescita e sviluppo del business con un focus particolare sui settori con un significativo contenuto commissionale (come bancassurance, wealth management e global advisory imprese) e con un'elevata marginalità (come il credito al consumo); forte incremento dell'efficienza operativa e semplificazione; e infine un'accelerazione del de-risking e ulteriore rafforzamento patrimoniale.

"Se è vero che Bper rappresenta storicamente uno degli istituti di credito più radicati e maggiormente rappresentativi del nostro territorio - sottolinea Pettazzoni - è anche vero che la riorganizzazione del Gruppo, (allargatosi oltre i confini regionali a seguito dell'acquisizione dell'intera quota azionaria di Banco di Sardegna) e il fatto che oggi sia finito nell'orbita di controllo del Gruppo Unipol, fa sì che i tavoli di confronto sul nuovo piano industriale debbano necessariamente varcare i confini provinciali, per arrivare a quelli regionali e, non da ultimo, nazionali".

Bper Banca ha alzato il velo sul nuovo piano industriale triennale 2019-2021. Alessandro Vandelli (nella foto), nel piano prevede lo sviluppo e la specializzazione del modello distributivo, con centri dedicati alla clientela private, unità dedicate ai key client e la rete di consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede di Unipol Banca (circa 254 CF), e la razionalizzazione e l'innovazione dell'offerta, con rimodulazione delle linee di gestione patrimoniale e sviluppo di un'offerta ad hoc per la clientela ad alto potenziale. "Restiamo neutrali sull'azione". Questo il commento degli analisti di Banca Akros che ha confermato la raccomandazione neutral, con un target price di 4,7 euro. Nella nota stampa odierna si legge: "sono previste circa 1.700 uscite complessive, di cui 1.500 attraverso l'istituzione di un fondo di Solidarietà e 230 tramite la riduzione del ricorso al lavoro interinale". Dai tagli al personale sono attesi benefici superiori agli 80 milioni di euro annui a fronte di consti una tantum di 180-200 milioni.

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