Sabato, 16 Febbraio, 2019

Crisi in Venezuela, Moavero: "Governo chiede nuove elezioni"

Salvini incontra al Viminale delegazione venezuelana. Telefonata con Guaidò Lettera aperta di Guaidò: sconcerto per la posizione italiana. Protesta M5s: "Farnesina non riceve inviato Maduro"
Evangelisti Maggiorino | 13 Febbraio, 2019, 17:43

"Molti di noi sono anche cittadini italiani".

Maduro ha sempre rifiutato gli aiuti umanitari, convinto che questi potessero aprire la strada a un'invasione statunitense. Lo ha spiegato più chiaramente il sottosegretario Ricardo Merlo: "Non riconoscendo la legittimità di Maduro, indirettamente riconosciamo l'Assemblea nazionale come organo che deve portare il Venezuela al più presto a nuove elezioni libere presidenziali". Nel dispositivo della risoluzione di maggioranza sul Venezuela presentata in Parlamento, M5s e Lega impegnano il governo "a sostenere gli sforzi diplomatici anche attraverso la partecipazione a fori multilaterali, al fine di procedere, nei tempi più rapidi, alla convocazione di nuove elezioni presidenziali che siano libere credibili e in conformità con l'ordinamento costituzionale". È quanto ha affermato il ministro degli Esteri Enzo Moavero, che si dice "preoccupato per l'emergenza umanitaria che ha colpito il Paese, sta operando per favorire soluzioni non conflittuali: da un lato è indispensabile che affluiscano alla popolazione le forniture di beni di necessità di base, dall'altro va garantita assistenza alle migliaia di profughi giunte nei Paesi vicini". Il rischio di un riconoscimento prematuro è un vicolo cieco diplomatico", mentre Marco Formentini della Lega ha dichiarato che "Non possiamo accettare quello che si è detto in aula, ovvero che in Venezuela sarebbe in corso un tentativo di golpe. Oltre due milioni di venezuelani, infatti, hanno cognomi italiani e molti posseggono anche la cittadinanza italiana. Nelle stesse ore comunque, diverse migliaia di persone hanno partecipato a un'altra manifestazione organizzata da Maduro per mostrare come il suo governo abbia ancora il sostegno dei venezuelani.

"Siamo qui a Roma perché abbiamo finalmente bisogno di parole chiare - ha detto Francisco Sucre - perché in Venezuela non c'è democrazia, né libertà, ed ogni vostro appoggio al presidente illegittimo". La posizione del governo italiano, ha rivendicato Moavero, "è coerente con le conclusioni, con il comunicato del Gruppo di Montevideo e con la dichiarazione del 26 gennaio dei Paesi europei".

Il governo italiano "si sta attivando - ha quindi aggiunto - affinché siano tutelati la sicurezza e gli interessi dei nostri connazionali residenti in Venezuela e delle aziende italiane". "Dobbiamo difendere - ha concluso - il diritto alla pace".

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