Lunedi, 22 Aprile, 2019

Tav, l'esperto che non ha firmato l'analisi: "Ignorate le linee guida"

Tav, esperti del ministero: 'Costa 7 miliardi di troppo' è ufficiale: l’analisi costi-benefici stronca la TAV
Esposti Saturniano | 13 Febbraio, 2019, 12:41

Lo si legge nel dossier pubblicato dal Ministero dei trasporti e infrastrutture. "Noi riteniamo comunque che fare i conti, con tutti i difetti che possono avere, è meglio di agire per ideologia". Gli esperti, coordinati da Marco Ponti, sottolineano che "il progetto presenta una redditività fortemente negativa": i benefici sono pari a 885 milioni, le 'perdite' di 7 miliardi nello scenario realistico e si può arrivare fino a 7,8 miliardi in secondo scenario. "Il documento non l'ho ancora letto - ha commentato il vice premier Matteo Salvini che nella serata di ieri ha ricevuto il documento da Toninelli - spero di poterlo fare oggi".

E' negativo, come in effetti ci si aspettava, il verdetto dell'analisi costi-benefici sulla realizzazione della linea ad alta velocità Torino-Lione. Il motivo per cui ci siamo espressi? Bisogna determinare le priorità di scelta.

L'indicazione che emerge dalla analisi con riferimento in particolare al traffico merci è coerente con quanto la teoria economica afferma in merito alla tariffazione ottimale degli spostamenti che dovrebbe essere corrispondente alla somma del costo d'uso dell'infrastruttura e delle esternalità generate. "La neutralità del gruppo di lavoro - ha detto - è come quella di u n medico che vede il quadro clinico di un paziente con radiografie e analisi e lo vede molto ammalato".

Si noti che il risultato fortemente negativo per il cambio modale della componente merci dipende dalle specificità del caso in oggetto ed è fortemente amplificato nello scenario "Osservatorio 2011" in relazione all'entità della domanda - sia in termini di flussi che di distanze - in diversione modale. "Se i numeri fossero stati diversi, sarei stato un pro Tav sfegatato", ha detto ancora Ponti. Inoltre, siamo di fronte a un'indagine talmente obiettiva da partire dai dati dell'Osservatorio Torino-Lione del 2011, quindi una fonte che deve tranquillizzare i favorevoli al progetto. E si potrà capire "quanto ci costa, quanti sono i benefici". Rixi sconfessa il metodo dell'analisi costi-benefici non è convinto da alcuni aspetti del documento, "come l'aver inserito i mancati introiti per le accise e i pedaggi".

L'idea di una consultazione Rixi la ribadisce ai microfoni di Radio Anch'io su Rai Radio Uno: nel caso in cui si andasse a un blocco della Tav "bisognerebbe chiedere ai cittadini perché il blocco non è previsto nel contratto di governo". La Lega però non ha intenzione di indietreggiare: "Sulla Tav c'è bisogno di finire quello che abbiamo cominciato - sottolinea Salvini - certo non perché ce lo dicono i francesi, ma perché serve agli italiani".

Sui tempi di percorrenza i risparmi previsti sono marginali se non impercettibili, con una riduzione complessiva di appena 2 minuti e 20 secondi per i veicoli in viaggio da Milano a Parigi nell'arco di una giornata, che scendono a 1 minuto e 20 secondi per la tratta Milano e Lione e appena cinque secondi per la tangenziale di Torino. La Tav avrebbe un impatto sulle finanze pubbliche degli Stati interessati superiore alla sola somma dei costi di investimento e di gestione: a questi devono infatti essere sommate le minori accise che - si legge nell'analisi costi-benefici del Ministero delle infrastrutture e trasporti - portano il bilancio complessivo da 10 a 11,6 miliardi (flussi attualizzati) nello scenario "realistico" e a 16 miliardi in quello "Osservatorio2011". Disposti a rinunciare alla Tav?

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