Mercoledì, 24 Aprile, 2019

Abruzzo, proiezioni: Lega primo partito

Elezioni Abruzzo domenica si vita sfida a 4 su Tav sanità e autostrade Sfida in Abruzzo: Lega e 5Stelle avversari, il Pd punta su Legnini
Esposti Saturniano | 11 Febbraio, 2019, 08:49

Alle urne oltre un milione (1.211.204) di cui quasi 620 mila donne, e 591 mila uomini aventi diritto. Le sezioni istituite nei 305 comuni dell'Abruzzo sono 1633. Le urne chiudono alle 23.

Di certo non si sono viste folle oceaniche recarsi ai seggi, ma nemmeno si è trattato di elezioni "fantasma" come le suppletive nel collegio uninominale di Cagliari di qualche settimana fa. "Il risultato che si sta profilando è molto netto".

L'Abruzzo è un test elettorale per tutti. Il candidato governatore del centrodestra è un suo uomo di primo piano, Marco Marsilio.

Il senatore di Fratelli d'Italia è avanti rispetto a Giovanni Legnini (centrosinistra), con un divario che le indicazioni iniziali danno consistente. Terza, in ordine di preferenze, Sara Marcozzi del Movimento 5 Stelle, poi, staccato considerevolmente, Flajani di Casapound. Presente anche la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, accolta in trionfo.

Domenica 10 febbraio 2019 gli abruzzesi sono stati chiamati al voto per eleggere il nuovo presidente della Regione Abruzzo e i componenti del consiglio regionale.

Nel consenso, la coalizione di centrodestra supera abbondantemente il 40%.

Dai primi dati forniti da Swg la destra vince le regionali in Abruzzo e il suo candidato, Magliaro (FdI), è il nuovo Governatore della Regione. Urne aperte dalle 7 alle 23 con inizio dello spoglio subito dopo la chiusura dei seggi.

È quindi senz'altro possibile che il risultato delle Regionali in Abruzzo contribuirà ad accentuare le differenze tra il partito di Salvini e quello di Di Maio, con effetti imprevedibili sulla stabilità dell'esecutivo (e la coerenza delle sue azioni).

Il Partito Democratico esce formalmente sconfitto dalle elezioni abruzzesi. Sarà eletto presidente il candidato presidente che avrà ottenuto il maggior numero di voti e non è possibile il voto disgiunto, ovvero il voto per un candidato presidente e una lista che non lo sostiene. Viceversa, un segno sul simbolo del partito comporta un voto automatico al candidato della lista. "L'Abruzzo lo ha confermato ancora una volta, il centro-destra è la maggioranza naturale fra gli elettori".

Altre Notizie