Venerdì, 19 Aprile, 2019

Primo impianto permanente al mondo di mano robotica

Bio-robotica da un progetto italiano il primo impianto permanente di una mano Ecco il primo impianto permanente al mondo di mano robotica: è realizzato a Pisa
Machelli Zaccheo | 07 Febbraio, 2019, 19:20

L'intervento chirurgico, il primo nel suo genere, si è svolto presso lo Sahlgrenska University Hospital in Svezia sotto la guida del prof. L'impianto permanente, definito mano robotica, è stato realizzato grazie al progetto europeo DeTop (Dexterous Transradial Osseointegrated with neural control and sensory feedback), finanziato dalla Commissione Europea all'interno del programma Horizon 2020, ideato da Christian Cipriani, Direttore dell'Istituto di Biorobotica di Pisa "Sant'Anna". L'arto meccanico è stato costruito sulla base di un progetto dell'Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. L'impianto è stato sviluppato in Svezia dal gruppo coordinato da Max Ortiz Catalan, dell'azienda Integrum, in collaborazione con la Chalmers University of Technology. Cipriani ha spiegato che: "Grazie a questa interfaccia uomo-macchina così accurata e grazie alla destrezza e al grado di sensibilità della mano artificiale, ci aspettiamo che nel giro dei prossimi mesi la donna riacquisisca funzionalità motorie e percettive molto simili a quelle di una mano naturale". Per ora la paziente, una donna svedese, sta seguendo un programma di riabilitazione che le permetterà di riacquistare la forza nei muscoli dell'avambraccio, che si erano indeboliti in seguito all'amputazione, e sta imparando a controllare la stessa mano robotica.

Si ritiene che nelle prossime settimane potrà tornare a casa. L'intervento è perfettamente riuscito ed i ricercatori stanno già vagliando la possibilità di effettuarne altri due, di cui uno in Italia ed uno in Svezia. Col nuovo impianto invece, attraverso gli elettrodi, sarà possibile estrapolare una quantità maggiore di informazioni al fine di consentire un controllo più efficace della mano robotica. La paziente, una donna di 45 anni che aveva subito l'amputazione della mano nel 2002, potrà adesso utilizzare la nuova protesi ipertecnologica nella vita di tutti i giorni. Per questo motivo al momento è difficile prevedere i tempi del prossimo intervento. Ulteriori interventi, che permettano di trasformare questi impianti in interventi di routine, potranno dipendere da queste aziende e da nuovi eventuali investitori.

A livello di funzionamento, l'impianto montato fa da tramite tra lo scheletro e la mano robotica, il tutto superando le barriere tipiche delle protesi tradizionali che riescono a riprodurre solo un paio di movimenti delle mani, in maniera goffa.

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