Mercoledì, 20 Febbraio, 2019

San Camillo, primo intervento al mondo sul cuore invecchiato di Sammy Basso

Sammy Basso che grazie all'associazione da lui fondata ha fatto conoscere al mondo questa malattia Sammy Basso operato al cuore Un intervento unico al mondo
Machelli Zaccheo | 04 Febbraio, 2019, 22:30

"Questo intervento rappresenta un momento di svolta epocale nella storia della mia sindrome" perché "per la prima volta sappiamo che quando arrivano le complicanze di questa malattia possiamo provare a risolverle". Il paziente, Sammy Basso, che grazie all'associazione da lui fondata ha fatto conoscere al mondo questa malattia, "è stato operato una settimana fa, verrà dimesso domani ed è in condizioni eccellenti". Come ha illustrato l'esperto, l'operazione, di norma eseguita su pazienti anziani, presentava molti rischi a causa delle condizioni fisiche di Sammy e per le sue arterie molto piccole: pur essendo nato nel 1995, infatti, il fisico del ragazzo è come se avesse 80 anni e pesa poco più di venti chili. "La ricerca su questa malattia si è basata su farmaci per rallentare invecchiamento". Eccolo che a un giorno dalla dimissione racconta la sua avventura prima di far ritorno a Padova, dove studia biologia molecolare puntando a un futuro da ricercatore: "Quando ho visto la sala operatoria ho pensato, qui mi gioco tutto". Grazie alla sua equipe è stato effettuata, su un cuore precocemente invecchiato, una procedura normalmente effettuata nei pazienti anziani, ovvero il trattamento di una stenosi calcifica severa della valvola aortica. Un intervento unico nel suo genere, eseguito all'ospedale San Camillo di Roma dall'équipe medica guidata da Francesco Musumeci, direttore dell'Uoc di Cardiochirurgia, e coadiuvata da Roberto Violini, cardiologo interventista, e da Emilio D'Avino, cardio-anestesista. Anche al Children's Hospital di Boston, primo centro di ricerca mondiale sulla malattia, dove Sammy è in cura da anni, "sono euforici perché si è data nuova possibilità ai malati". Schiere di amici e di tante persone che mi stanno vicine in tanti modi diversi. Abbiamo posizionato la protesi valvolare con un catetere introdotto attraverso l'apice del ventricolo sinistro, l'unica via di accesso alla valvola aortica in questo caso. "Il risultato è stato al di la di ogni aspettativa".

E' il primo intervento al mondo su un paziente affetto da questa malattia rara, conosciuta anche come sindrome da invecchiamento precoce.

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