Mercoledì, 20 Febbraio, 2019

Arriva il sistema che è in grado di leggere i pensieri

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Machelli Zaccheo | 01 Febbraio, 2019, 19:39

La Columbia University ha messo a punto un sistema artificiale che consente, senza fare troppi giri di parole, di tradurre in parole i pensieri rilevati. L'obiettivo dei ricercatori è quello di realizzare un impianto capace di tradurre in parole i pensieri di persone che, a causa di malattie come la sclerosi laterale amiotrofica, non possono più parlare.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports.

Porterà, infatti, cambiamenti rilevanti soprattutto a tutti i pazienti che hanno perso l'attività comunicativa di seguito a malattie degenerative o traumi celebrali neurologici, che quindi saranno in grado di poter comunicare con i familiari ed amici. Ricerche precedenti hanno mostrato che mentre le persone parlano - o anche immaginano di parlare e mentre ascoltano - nel cervello si attivano specifici percorsi (o pattern) cerebrali, riconoscibili se studia l'attività del cervello. I primi tentativi di decodificare i segnali cerebrali del Dr. Mesgarani e altri si sono concentrati su semplici modelli di computer che analizzavano gli spettrogrammi, che sono rappresentazioni visive delle frequenze del suono.

"E' la stessa tecnologia usata da Amazon Echo e Apple Siri che rispondono verbalmente alle nostre domande" ha sottolineato la dottoressa Mesgarani. In questo caso, però, i ricercatori hanno decodificato i segnali cerebrali associati alle parole, sia ascoltate che pensate, per tradurli in parole pronunciate ad alta voce.

Ma poiché questo approccio non è riuscito a produrre qualcosa che assomiglia a un linguaggio intelligibile, il dott. Il problema è stato insegnare all'algoritmo come interpretare l'attività cerebrale e per questo Mesgarani ha collaborato con Ashesh Dinesh Mehta, un neurochirurgo coautore dello studio.

Per condurre il loro compito, gli scienziati hanno usato una voce umana sintetizzatore, simile a quello utilizzato dall'astrofisico Stephen Hawking in un algoritmo su un computer e in grado di sintetizzare il discorso dopo essere stato addestrato con persone che chiacchierano. Attraverso un sistema di intelligenza artificiale che imita le strutture dei neuroni celebrali, poi, la risposta del vocoder viene 'pulita'. "La sensibilità del vocoder, unita alla potenza della rete neurale ha riprodotto i suoni originariamente ascoltati dai pazienti con una precisione sorprendente".

Leggere nel pensiero è sempre stata una delle straordinarie capacità, tipiche della finzione cinematografica, che tanti hanno sognato di possedere.

Il dottor Mesgarani e il suo team hanno in programma di testare parole e frasi più complicate e vogliono eseguire gli stessi test sui segnali cerebrali emessi quando una persona parla o immagina di parlare.

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