Venerdì, 23 Agosto, 2019

Il governo May è rimasto in piedi: e ora?

Brexit, cosa succede adesso e perché la cosa riguarda anche gli italiani Brexit, la scommessa dei mercati
Evangelisti Maggiorino | 18 Gennaio, 2019, 20:27

"Sono delusa che Corbyn si sia tirato indietro ma la nostra porta rimane aperta".

Si salva per soli 19 voti la premier Theresa May, che ieri sera ha superato il voto di fiducia del Parlamento. Dopo la grave sconfitta parlamentare nel voto sull'accordo relativo all'uscita dall'Unione Europea, la leader conservatrice ha ancora una volta ricompattato la propria maggioranza: grazie al supporto dei ribelli Tories e del Partito Democratico Unionista, il governo della May ha respinto l'assalto della mozione presentata dal segretario Laburista unitamente al liberaldemocratico Vince Cable ed al capogruppo del Partito Nazionale Scozzese, Ian Blackford (325 voti contrari; 306 a favore). Il portavoce della politica finanziaria del partito laburista dell'opposizione, John McDonnell, ha dichiarato che il Labour sosterrà May se accetterà di rimanere in un'unione doganale permanente con l'Ue, uno stretto rapporto con il suo mercato unico e maggiori tutele per lavoratori e consumatori.

Con la fiducia confermata alla premier britannica, "è possibile che si rinegozi tutto da capo: il piano B è prendere tempo, aspettando Godot". Niente nuove elezioni, dunque, ma la signora di Downing Street deve fare i conti con missione più difficile da compiere: realizzare la Brexit "ordinata".

Con quasi una bottiglia esportata su due consumata dagli inglesi è il Prosecco il prodotto simbolo del Made in Italy in Gran Bretagna che rischia di essere pesantemente colpito dalle barriere tariffare e dalle difficoltà di sdoganamento che potrebbero nascere da una Brexit senza accordo. Richiederebbe un rinvio della scadenza per Brexit prevista dall'articolo 50 del Trattato di Lisbona, anche perché ci sarebbe da capire che quesito referendario proporre: chiedere semplicemente chi è pro e contro Brexit, oppure chiedere di appoggiare o opporsi all'accordo già negoziato da May? La premier ha annunciato dopo il voto l'avvio di un dialogo bipartisan con tutti i leader dei partiti di opposizione prima di tornare in aula lunedì per aggiornare i suoi piani alla luce della batosta subita ieri. "Pertanto, è improbabile che l'UE rinunci a queste condizioni", ha detto la Babynina.

Quindi: May dovrebbe prima convincere l'Unione Europea a riaprire i negoziati, dovrebbe ottenere una proroga sulla data di Brexit e dovrebbe poi trovare un nuovo e migliore accordo da sottoporre al Parlamento.

Nel frattempo il leader laburista Corbyn ha aperto all'ipotesi di un secondo referendum. Monta, infatti, all'interno del partito socialdemocratico, la pressione degli attivisti per il sostegno all'opzione di un secondo referendum: una richiesta appoggiata, al momento, da un gruppo di oltre 70 parlamentari del Labour. Hard Brexit senza accordo con la Ue o Soft Brexit stabilita di comune intesa con Bruxelles?

Dopo la bocciatura dell'accordo May-UE sulla Brexit, ora c'è il rischio che il Regno Unito debba lasciare l'Unione senza un accordo, dal momento che Bruxelles non è pronta ad accettarne un altro.

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