Martedì, 26 Marzo, 2019

Il lato "politico" del Festival: scintille tra Baglioni e Salvini sui migranti

Claudio Baglioni dice che sui migranti “siamo alla farsa” Il lato "politico" del Festival: scintille tra Baglioni e Salvini sui migranti
Deangelis Cassiopea | 12 Gennaio, 2019, 01:54

"Per noi è simbolo di prestigio - Dichiarano i fratelli Carrella - sicuramente essere qui per noi è motivo di orgoglio, perché il nostro lavoro è formato da tanta passione e la mettiamo in tutto quello che facciamo". "Continuerà a essere questa forza tranquilla che vuole rappresentare con completezza e con forza questo Paese", ha detto, "e che avrà, comunque, in Sanremo un momento molto importante, importantissimo e altissimo, come sempre, di questa rappresentazione". Lì si intuisce la vocazione maggioritaria che sostiene ciò che abbiamo già definito il '68 della destra, tra emoticon di ghigni a presidio di cognomi da orrendi citofoni populisti, ed è proprio su questa filo dell'orizzonte subculturale proprio della "zona grigia" di cui parlava Primo Levi e ancora della "maggioranza silenziosa" che auspicava i "colonnelli" anche nel Belpaese o i "forconi" dell'ennesima "jacquerie" da blocco autostradale che il ministro dell'Interno - dimenticavo: appassionato di Fabrizio De André, al punto che il figlio Cristiano così ci rassicura tutti: "Matteo Salvini è un grosso fan di mio padre, un fan storico".

Roma, 10 gen. (askanews) - Imbarazzo tra i vertici della Rai per le parole di Claudio Baglioni a favore dei migranti e contro l'azione del governo in occasione della presentazione della prossima edizione di Sanremo. E baglioneggia. In un tweet, definisce il festival di Sanremo "patrimonio degli italiani", sottolinea che il suo compito, e quello di tutta la Rai, "è garantirne la qualità e il successo".

E questo a prescindere dagli ascolti che otterranno le serate previste per l'edizione 2019, ascolti che, nel 2018, videro Claudio Baglioni sbancare l'Auditel. "Con la Vigilanza di Zavoli, di Gentiloni, di Storace, la direttrice Teresa De Santis sarebbe già stata convocata per chiarire". "Invece, e non solo per responsabilità di Baglioni, sono state trasformate nel solito comizio", così fa notare la De Santis. Circostanza che mandò Del Noce su tutte le furie. In sua difesa il centrosinistra, in particolare il Pd, e esponenti della società civile, come il sindaco di Lampedusa Totò Martello ("È un uomo che merita rispetto"). Anche se fu il suo successore, Mauro Mazza, a relegarla al Televideo prima del ripescaggio dello scorso novembre. "Sono al mio posto a San Macuto - replica Barachini - sto lavorando in commissione e non commento i retroscena né le provocazioni". "Siamo un Paese incattivito, rancoroso, guardiamo con sospetto anche la nostra ombra, e questo è un disastro prima di tutto di ordine intellettuale".

Dice ora il titolare del Viminale: "Mi piace Claudio Baglioni quando canta e non quando fa politica, i ministri fanno e i cantanti cantano". Se non ci saranno all'Ariston accenni alla politica (memorabile fu l'ingresso a cavallo di Benigni e le sue ironie contro il Cavaliere), si griderà alla censura.

Ah, se non ci fossero gli amici!

Altre Notizie