Martedì, 20 Agosto, 2019

Brexit. Il 15 gennaio vota la Camera dei Comuni (di C. Meier)

State Street: l’impatto della Brexit sull’industria dei fondi in Uk Brexit: lettera di 200 parlamentari alla premier May
Evangelisti Maggiorino | 10 Gennaio, 2019, 05:55

Sembra che alla fine l'area ultraconservatrice capeggiata da Boris Johnson (ex sindaco di Londra ed ora leader di ciò che resta dell'Ukip) abbia ottenuto un accordo politico per l'uscita senza ulteriori negoziati dall'accordo sulla libera circolazione di persone, merci e capitali.

È una presa di posizione che non va trascurata.

Per il momento il partito nordirlandese Dup, dai voti del quale dipende la premier, ha deciso di bocciare l'accordo perché non vuole il nord Irlanda legato a tempo indefinito all'Europa.

Il governo May, con la cautela che contraddistingue la Premier, pure sulla scorta di provvedimenti drastici, vorrebbe quindi dare il via ad una serie di operazioni "progressive" e limitate a determinati ambiti, per vedere fino a dove possono estendersi le misure da applicare a discapito degli accordi europei.

Theresa May ha lavorato per tutte le vacanze di Natale a cercare di ottenere da parte degli europei le rassicurazioni necessarie a convincere i deputati riottosi. La linea del divorzio senza accordo era stata inizialmente caldeggiata nel gennaio del 2017 dal partito dei Conservatori, sostenendo che costituisse il terreno ideale per promuovere l'immagine di una Gran Bretagna globale, indipendente e sovrana, in grado di mantenere e coltivare i rapporti di buon vicinato con gli amici della Ue, e sostanzialmente orientata a favorire politiche di diminuzione fiscale per attirare in previsione sempre maggiori investimenti anche nel ramo finanziario della City.

Il governo britannico di Theresa May non intende chiedere una proroga della scadenza negoziale sulla Brexit fissata dall'articolo 50 del Trattato di Lisbona nonostante le incognite tuttora pendenti sull'esito del voto parlamentare di ratifica dell'accordo di divorzio con l'Ue previsto la settimana prossima. Ma ammettono che si entrerebbe in una fase di incertezza in cui tutto diventa in teoria possibile: anche una cancellazione della Brexit.

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