Domenica, 24 Marzo, 2019

Pernigotti, Di Maio: marchio coi suoi lavoratori deve continuare

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Esposti Saturniano | 08 Gennaio, 2019, 23:05

"I marchi italiani vanno tutelati". "Se servirà più tempo alla proprietà per trovare partner industriali siamo pronti a concederglielo - ha continuato Di Maio -, l'interesse primario del Governo è che lo stabilimento resti aperto e che le persone possano continuare a lavorare. Tutto dipende dal fattore tempo e io ho garantito ai lavoratori che hanno paura di perdere il posto di lavoro che, se ci sarà bisogno di più tempo, lo prenderemo".

Di Maio l'ha così descritta: "E' una lunga maratona, si deve conquistare un miglio alla volta".

"La Pernigotti non solo deve continuare a esistere come marchio - ha proseguito Di Maio - e oggi sono qui in fabbrica per dire ai lavoratori che la battaglia continua e che avranno al loro fianco il governo tutto perché facciamo sul serio".

La vicinanza del Ministro è stata apprezzata dai lavoratori che hanno riservato un'accoglienza calorosa. Alla riunione non ha partecipato alcun rappresentante della Pernigotti. E ancora: "E' finita l'epoca in cui i governi avallavano operazioni di speculazione finanziaria sul Made in Italy - ha aggiunto - adesso il governo è dalla parte di chi produce e di chi lavora e soprattutto di un territorio che ha fatto grande un marchio". L'azienda, proprietà dei fratelli Ahmed e Zafer Toksöz (a capo di una multinazionale attiva su più comparti, in primis quelli farmaceutico e vinicolo), "non ha cambiato la propria posizione rispetto all'inizio della vertenza", spiega il segretario Marco Malpassi: "Ha aperto la procedura, ha annunciato di voler chiudere lo stabilimento, nel frattempo ha nominato un advisor e ha promesso un piano di reindustrializzazione, verso il quale però abbiamo molti dubbi". Noi purtroppo non rientreremo in questo provvedimento ma almeno la nostra lotta avrà avuto un senso, se davvero con la Legge Pernigotti nessun altro marchio storico subirà il trattamento che sta patendo il nostro. Una vertenza difficile, dunque, che oggi (martedì 8 gennaio) viene affrontata a Roma, al ministero dello Sviluppo economico. "Siamo disponibili a dare tutti gli strumenti affinché ci sia la garanzia che la proprietà faccia sul serio".

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