Lunedi, 25 Marzo, 2019

Cosa ha deciso il governo sulla Carige

Banca Carige i commissari straordinari a colloquio da Tria. Domani l'incontro con i sindacati Carige, si muove il Governo: ecco il decreto per salvare la banca Commissari a Roma, poi il cdm straordinario. Conte: "Ampie garanzie per i risparmiatori"
Esposti Saturniano | 08 Gennaio, 2019, 17:58

Inoltre, "in considerazione degli esiti del recente esercizio di stress cui la banca è stata sottoposta, viene prevista la possibilità per l'Istituto di accedere - attraverso una richiesta specifica - a una ricapitalizzazione pubblica a scopo precauzionale, volta a preservare il rispetto di tutti gli indici di patrimonializzazione anche in scenari ipotetici di particolare severità e altamente improbabili (cosiddetti scenari avversi dello stress test)".

Nel comunicato la banca precisa che l'ipotesi di ricapitalizzazione "è da considerarsi come un'ulteriore misura a tutela dei clienti, da attivarsi come ipotesi del tutto residuale".

In questo quadro, al fine di garantire la stabilità della raccolta a medio termine nella presente fase di transizione traendo beneficio dal decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, i Commissari sono in procinto di chiedere l'attivazione della garanzia statale sulla emissione di obbligazioni. Il testo prevede la possibilità per la banca Carige "di accedere a forme di sostegno pubblico della liquidità che consistono nella concessione da parte del ministero dell'Economia e delle Finanze della garanzia dello Stato su passività di nuova emissione ovvero su finanziamenti erogati discrezionalmente dalla Banca d'Italia".

Per Banca Carige è tempo di misure urgenti a tutela della clientela e dei risparmiatori: sono quelle introdotte dal decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri che si è riunito il 7 gennaio in serata, senza particolari annunci. "In stretto raccordo con le istituzioni comunitarie, le garanzie previste saranno concesse nel pieno rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato".

Alla fine al Fondo di risoluzione, pagato dalle altre banche italiane, andò un conto di 5 miliardi, mentre Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti furono ceduti a Ubi Banca per 1 euro e Cariferrara finì a Banca Bper, sempre al prezzo simbolico di 1 euro.

Va ricordato che nel caso di Banca Carige l'intervento dello stato non prevede, per ora, alcun esborso per i contribuenti, avviene a fronte di un istituto che non ha passato gli "stress test" ma risulta pienamente solvibile e ben patrimonializzato dopo l'intervento dello Schema volontario Fitd e dovrebbe fungere da "ponte" per favorire la cessione di 2,5-3,5 miliardi di crediti deteriorati di vario tipo (Npl) da Banca Carige alla Sga, condizione necessaria perché qualche altra banca (Unicredit, Cariparma, Bper Banca e Ubi Banca i nomi più gettonati) possa farsi avanti per rilevare l'istituto ligure e chiudere definitivamente la vicenda. La mossa punta poi a tranquillizzare i mercati, i correntisti e il sistema, oltre a far decidere l'azionista Malacalza a dare il via libera all'aumento di capitale da lui bloccato.

La convocazione del Cdm è servita al ministro dell'economia Giovanni Tria a fare anche il punto sulle prospettive future dell'istituto, dopo una serie di incontri a Roma dei commissari dell'istituto di credito ligure prima al Mef e poi presso il Fitd. La scelta del Cdm arriva dopo una giornata iniziata con l'incontro tra i vertici dello Schema volontario del Fondo interbancario e i commissari della banca ligure pronti a chiedere la revisione delle condizioni del prestito subordinato sottoscritto a fine novembre.

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