Sabato, 24 Agosto, 2019

Caos trivelle, Costa: "Stop ai permessi, no al Medioevo"

Tap il governo dice no alle trivelle. Costa Costa: "Mai firmato per le trivelle"
Esposti Saturniano | 08 Gennaio, 2019, 13:28

"Sulla questione Trivelle - prosegue Emiliano - la Regione Puglia ha, nel tempo, impugnato i pareri favorevoli di Valutazione di impatto ambientale (VIA) rilasciati dal Ministero dell'Ambiente (MATTM) propedeutici per le autorizzazioni alla ricerca o prospezione di idrocarburi nel mare Adriatico e nel mar Ionio". Ed hanno promesso che sarà presto approvata una legge che renderà difficili o impossibili nuove trivellazioni.

Restano alti i toni della polemica dopo che è stato reso noto che il ministero dello sviluppo ha concesso alcuni permessi per nuove trivellazioni nel mar Ionio.

Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa replica sdegnato: "Non ho mai firmato autorizzazioni a trivellare il nostro Paese e i nostri mari né mai lo farò". Lo rimarcano anche gli otto consiglieri regionali pentastellati, che bacchettano a muso duro Emiliano accusandolo di "buttarla in caciara ben sapendo che le più grandi beffe ambientali per questo territorio, dalle autorizzazioni per le trivellazioni così come TAP, sono state firmate dal governo del suo partito, il Partito Democratico".

"Abbiamo molto apprezzato il Suo invito per discutere della questione delle trivelle in Italia e, nonostante i pochi giorni a disposizione, eravamo pronti al confronto su problemi che seguiamo ogni giorno da diversi anni", hanno scritto in una lettera aperta al ministro Costa il Coordinamento nazionale No Triv, Ambiente e Salute nel Piceno, Stazione Ornitologica Abruzzese onlus, Trivelle Zero Molise, Trivelle Zero Marche, Mediterraneo No Triv, Coordinamento No Triv Taranto, Italia Nostra Salerno, Nuovo Senso Civico Onlus, Rete Autonoma Sibaritide e Pollino per l'Autotutela.

Sul piede di guerra, oggi come allora, il governatore della Puglia Michele Emiliano che si dice pronto ad impugnare le nuove autorizzazioni rilasciate dall'esecutivo. "I permessi rilasciati in questi giorni dal Mise sono purtroppo il compimento amministrativo obbligato di un sì dato dal ministero dell'Ambiente del precedente governo, cioè di quella cosiddetta sinistra "amica dell'ambiente"". Lo ha detto Angelo Bonelli dei Verdi che per primo aveva sollevato il caso, causando le reazioni del vicepremier e del ministro all'Ambiente.

Il sottosegretario al Mise Crippa ha annunciato, ad ogni modo, un emendamento per bloccare tutti i 40 permessi pendenti in Italia e da inserire nel decreto semplificazioni.

Ma il governatore pugliese continua: "Avrebbero potuto bloccare nel programma di governo e quindi nella legge finanziaria tutte le ricerche petrolifere in Italia, come avevamo sempre detto di voler fare".

Non potevamo fare altrimenti " A dicembre un funzionario ha semplicemente sancito quello che aveva deciso il vecchio governo. Quando il Pd ha dato l'ignobile parere favorevole un anno e mezzo fa, nessun giornale aveva messo la notizia in prima pagina. "È insopportabile la bieca ipocrisia di chi, dopo aver finto di lottare al nostro fianco, appena giunto al Governo del Paese anche grazie ai tanti elettori sensibili a questo argomento, ora assume le medesime condotte dei governi precedenti che si volevano contrastare con la richiesta di referendum antitrivelle". Ma oggi il ministro sostiene, con un altro ardito gioco di parole: "Anche se arrivasse un parere positivo della Commissione Via, non sarebbe automaticamente una autorizzazione".

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