Domenica, 24 Marzo, 2019

Saldi invernali, inizio sabato 5 gennaio 2019

Tornano i saldi in Veneto: caccia all'affare di inizio anno Parlano i commercianti salernitani: «Saldi fasulli tra promozioni e svendite»
Esposti Saturniano | 07 Gennaio, 2019, 13:27

Dopo le tradizionali vacanze natalizie, tutta Italia è alle prese con i preparativi per i saldi invernali 2019. Riciclare e smaltire correttamente i vecchi capi, magari negli stessi department store del fast fashion, è una buona pratica di economia circolare certo ma a monte ci sono sempre le scelte di acquisto altrimenti come si dice è 'greenwashing' per tacitare le nostre coscienze e sottostare alle nuove strategie di marketing. I prodotti in saldo devono essere separati da quelli eventualmente posti in vendita a prezzo normale (se ciò non è possibile, cartelli o altri mezzi devono fornire al consumatore informazioni inequivocabili).

Il 2018 si è chiuso senza botti e con molte preoccupazioni per i commercianti che si vedono schiacciati da consumi che non decollano. Quasi un italiano su due, il 47% della popolazione, approfitterà dell'occasione per fare almeno un acquisto valutando di investire, mediamente, 122 euro a persona, pari a circa 280 euro a famiglia. Circa il 30% e' la media di sconto che faranno i commercianti.

In Basilicata il periodo dei saldi è iniziato già ieri e durerà fino a marzo. Obbligo del negoziante, ricorda Confesercenti, è comunque di indicare lo sconto, il prezzo intero di vendita e quello finale.

Secondo la legge, gli sconti possono essere effettuati soltanto sui prodotti di carattere stagionale e quelli che possono subire un notevole ribassamento del prezzo se venduti durante una certa stagione o entro un breve periodo di tempo, poiché molto legati alla moda. "Non deve poi passare in secondo piano una seria riflessione sulle modalità le tempistiche dei saldi, che rischiano di perdere appeal, preceduti come sono da un Black Friday che si allunga a dismisura, da promozioni, sms e coupon creati come escamotage che invece di aiutare, non tutelano nessuno e svalutano tutto il settore vendite". In questo scatta l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Per quanto riguarda il cambio della merce acquistata, è rimesso alla discrezionalità del negoziante, ovviamente a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. "Il mese di dicembre - spiega Leo Carriera Direttore di Confcommercio Bari BAT - non è stato particolarmente positivo a causa della concorrenza soprattutto di Internet, sempre più clienti fanno shopping direttamente dal loro pc, tanto da mettere in crisi non solo il negozietto di una volta ma anche le grandi superfici commerciali".

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