Lunedi, 21 Gennaio, 2019

Firenze, il direttore degli Uffizi: la Germania ci renda il quadro rubato

Il Direttore degli Uffizi'La Germania restituisca a Firenze il dipinto rubato dai nazisti	
			Cronaca	
				01/01/2019 Il Direttore degli Uffizi'La Germania restituisca a Firenze il dipinto rubato dai nazisti Cronaca 01/01/2019
Deangelis Cassiopea | 05 Gennaio, 2019, 17:07

Eike Schmidt, direttore degli Uffizi, cioè del più importante polo museale italiano, sa come funzionano i meccanismi della comunicazione. "Ci auguriamo che nel corso del 2019 possa essere finalmente restituito alle Gallerie degli Uffizi".

L'ex premier Matteo Renzi si schiera con il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, che chiede la restituzione di opere rubate dai nazisti e in particolare de "Il vaso di fiori".

L'OPERA - Jan van Huysum è un pittore di nature morte di grandissima fama, vissuto ad Amsterdam a cavallo fra il 1600 e il 1700. Il quadro appartiene alla collezione di Palazzo Pitti, a Firenze, fin dal 1824. Il dipinto restò per oltre un secolo esposto nella sala dei Putti, insieme ad altre nature morte olandesi realizzate dai massimi artisti del '600 e '700.

All'inizio della Seconda Guerra mondiale la reggia fu evacuata e il quadro in questione venne portato nella villa medicea di Poggio a Caiano. Nel 1943 fu spostato nella villa fiorentina Bossi Pucci. Quindi dell'opera si persero le tracce. "A causa di questa vicenda che intacca il patrimonio degli Uffizi, le ferite della seconda guerra mondiale e del terrore nazista non sono ancora rimarginate". Nella Stanza dei Putti di Palazzo Pitti - la sala in cui era esposta l'opera fino al 1943, quando fu spostata per scampare alla Wehrmacht - è stata esposta una riproduzione dell'opera con su scritto "rubato" in inglese, tedesco, ed italiano. Una richiesta di tale assurdità, si commenta dagli Uffizi, che dopo l'ultima oltraggiosa offerta ha convinto la procura di Firenze ad aprire un'indagine: "Il quadro infatti è già di proprietà dello Stato Italiano, e pertanto non è alienabile né acquistabile".

Sul furto hanno indagato anche i Carabinieri, che sono risaliti alla spedizione del quadro da parte di un soldato nazista che lo inviò alla sua famiglia per mezzo della posta militare: secondo gli inquirenti, è molto probabile che il dipinto sia ancora in possesso degli eredi dell'uomo.

Un appello al suo Paese. La Germania dovrebbe abolire la prescrizione per le opere rubate durante il conflitto e fare in modo che esse possano tornare ai loro legittimi proprietari", osserva Schmidt, sottolineando che "per la Germania esiste comunque un dovere morale di restituire quest'opera al nostro museo: e mi auguro che lo Stato tedesco possa farlo quanto prima, insieme, ovviamente, ad ogni opera d'arte depredata dall'esercito nazista. Il direttore ha affermato che la rimuoverà quando l'originale sarà restituito agli Uffizi.

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