Mercoledì, 18 Settembre, 2019

Wall Street a picco con Apple, timori per l'economia globale

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Esposti Saturniano | 05 Gennaio, 2019, 14:26

Il grosso studio legale di New York, Bronstein, Gewirtz & Grossman, ha annunciato l'avvio di una indagine, commissionata dagli azionisti di Apple, subito dopo che la società ha abbassato proprie aspettative di fatturato di circa 8 miliardi di dollari.

"Non sarà solo Apple". 84 miliardi di dollari i ricavi, contro i 91 attesi dagli analisti.

Apple taglia le stime di ricavo del primo trimestre, e alla chiusura dei mercati Tim Cook scrive personalmente agli investitori per spiegarne le motivazioni. Uno fra tutti sembra raccogliere i maggiori consensi: è l'account twitter "not Jony Ive, ossia la parodia di Jony Ive, attuale chief design officer di Apple, manager molto importante nelle strategie di sviluppo dei prodotti della Mela".

Cupertino, così come l'ex colosso dei cellulari, è fortemente dipendente dagli upgrade dei suoi dispositivi e più l'economia rallenta meno i consumatori sono disponibili a cambiare il loro smartphone per un modello nuovo fiammante. Il contraccolpo invece lo ha accusato ovviamente la Borsa di Wall Street. O meglio, non quanti ne vorrebbe vendere Apple.

In più, la guerra commerciale in atto tra Pechino e Washington, al di là dei problemi pratici e finanziari che può aver causato ai fornitori e alla produzione degli iPhone, ha anche alimentato delle spinte nazionalistiche che non giovano in generale ai produttori americani che devono vendere la loro merce in Cina.

Pessima giornata ovviamente per Stmicroelectronics: il gruppo dei semiconduttori ha chiuso con un calo finale dell'11% poco sopra i 10 euro, ma in Europa la società svizzera Ams ha ceduto oltre il 20%, la tedesca Dialog il 9% finale e la 'big' Infineon il 4%. Negli altri settori, bene Tim (+2%), mentre tra i titoli minori spicca il calo del 18% e la corsa di Stefanel (+25%), Tiscali (+17%) e Zucchi, salito del 15%.

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