Lunedi, 21 Gennaio, 2019

Venezia, con la manovra arriva il ticket d'ingresso | L

Venezia con la manovra arriva il Manovra, c'è anche il ticket d'ingresso per Venezia
Esposti Saturniano | 31 Dicembre, 2018, 05:24

L'obiettivo è chiaro: far pagare un contributo a chi usa i servizi di Venezia, ma si porta il panino da casa e se ne va alla sera senza lasciare un euro.

La tassa di sbarco per Venezia diventa legge con l'approvazione definitiva della manovra alla Camera. Già nel nel 2007 il Coses (un consorzio tra Comune e Provincia di Venezia che svolge funzioni di centro studi), stimava 22 milioni l'anno, qualche anno fa il Comune aveva aggiornato il dato a 27,5 milioni. Nel testo si legge che il Comune è autorizzato "ad adottare nelle proprie politiche di bilancio, in alternativa all'imposta di soggiorno, l'applicazione del contributo di sbarco previsto per le isole minori". La norma prevede che l'importo massimo, consentito per entrambi i contributi (di sbarco, e di soggiorno) possa essere di 10 euro. Al comma 1129 è prevista la possibilità di applicare il contributo a chi raggiunge "con qualunque vettore la città antica".

La "tassa di sbarco" a Venezia non dovrebbe essere fissa: a seconda dei periodi dell'anno potrebbe variare tra i 2,50 e i 5 euro. "Studieremo un regolamento equilibrato e partecipato che tuteli chi vive, studia e lavora nel nostro territorio", ha twittato il sindaco Luigi Brugnaro. La tassa - come anticipato dal primo cittadino - sarà impiegata in primis per finanziare i costi di pulizia della città, invasa da milioni di turisti.

È un ticket che consentirà a chi arriva in città per turismo, ma non pernotta, di visitarla.

Il ticket sarà simile a quello che viene applicato in altre località turistiche come l'isola d'Elba.

Le prime stime della tassa di sbarco si assestano su cifre tra i 40 e i 50 milioni.

Un calcolo, non ufficiale, fatto da operatori del settore, che partendo da una platea di circa 20 milioni di giornalieri l'anno, diminuita della metà - quindi 10 milioni - per via delle categorie esenti (lavoratori, studenti, etc) e basandosi su un costo di 5 euro, pari all'attuale imposta di soggiorno, portano appunto il gettito annuale ad una cinquantina di milioni.

Bocca (Federalberghi):giusto, nostre città come musei D'accordissimo sul balzello introdotto dalla manovra anche Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, perché "le nostre città sono musei: come accade nei musei, è giusto pagare il biglietto d'ingresso".

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