Giovedi, 13 Dicembre, 2018

Gilet gialli, il governo cede sugli aumenti. Ma Macron rischia lo stesso

Gilet gialli o Macron? Macron cede ai gilet gialli: stop aumenti su benzina. Ma loro vogliono molto di più
Evangelisti Maggiorino | 08 Dicembre, 2018, 19:37

Macron riceverà il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo. Oltre 100 persone arrestate durante gli scontri più gravi a Parigi da decenni si preparano ad essere processate per direttissima, mentre il governo di Macron sta mettendo a punto una risposta alle rivendicazioni del movimento dei gilet gialli, che chiede un calo dei prezzi del carburante.

Una è il carattere verticistico del sistema fondato da De Gaulle nel 1958, che trasforma il presidente in "un uomo solo", circondato da una tecno-burocrazia, reclutata nell'Ecole nationale d'Administration (la famosa Ena), poco predisposta a dialogare con la società e con i corpi intermedi, che poi in Francia sono sempre stati deboli, e oggi non esistono quasi più.

Il centrista Macron è stato eletto a maggio 2017 grazie a una piattaforma pro-imprese che prometteva misure per favorire gli investimenti e l'occupazione.

"Dopo aver ascoltato le richieste di tutti gli interlocutori che ho incontrato sospendo per la durata di sei mesi queste misure fiscali". Il compito di Macron è complicato dalla sua volontà di non cedere alla piazza, come invece hanno fatto spesso i suoi predecessori. Si tratta, in ogni caso, di una sospensione che avrà valore per soli sei mesi, e che il premier Eduard Philippe ha concesso dopo che le proteste sono costate al paese quattro morti e centinaia di feriti. "Signor presidente, ci serve una risposta" esige sulla sua prima pagina il quotidiano Le Parisien. Il vice ministro degli Interni Laurent Nunez ha detto che lo stato d'emergenza è "una delle opzioni", ma "non è sul tavolo per il momento". "Dobbiamo accelerare la riduzione delle tasse" ha detto. La sorpresa di un sindacalista della polizia francese, invitato in una trasmissione di France 5, è particolarmente rivelatrice: "Non era una riunione di famiglia all'Arco di trionfo, i metodi utilizzati sono quelli dell'estrema destra: le forze dell'ordine sono state aggredite e costrette a ritirarsi, perché non erano in numero sufficienza per arginare i violenti". Degli studenti sono stati fatti mettere in ginocchio dalle forze dell'ordine con le mani sulla testa.

La distinzione tra manifestanti pacifici e teppisti, che pure in qualche episodio si è vista all'opera, è messa in discussione dal grande numero di atti di violenza e dal profilo delle decine di persone giudicate lunedì al tribunale di Parigi: 20 condannati senza condizionale (quindi andranno in carcere), 24 con la condizionale, 1 condannato ai lavori sociali, 30 proibizioni di tornare a Parigi nei prossimi giorni, 16 rinvii e 10 assoluzioni.

L'errore commesso dal Presidente è consistito nel non dichiarare i suoi scopi: naturalmente, ai Francesi - come anche agli Italiani, tutto il mondo è paese - non interessa un bel nulla dei Paesi in sviluppo e della moralizzazione dei rapporti economici internazionali, e neppure degli ammonimenti del Papa.

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