Lunedi, 10 Dicembre, 2018

Tav? Pazienza al limite Le infrastrutture sono centrali

I partecipanti alla manifestazione Sì Tav in Piazza Castello a Torino I partecipanti alla manifestazione Sì Tav in Piazza Castello a Torino
Esposti Saturniano | 05 Dicembre, 2018, 22:42

"Senza infrastrutture non c'è crescita. - ha dichiarato a margine dell'evento - Se ai segnali di rallentamento dell'economia si aggiunge il no alle infrastrutture, il rischio di avere una caduta di fiducia è grande". "Se siamo qui tra artigiani, commercianti, cooperative, industriali, qualcuno si dovrebbe chiedere perché" ha aggiunto Boccia. "Il messaggio di oggi (ieri, ndr) - ha detto il repsidente di Confindustria, Boccia - è un richiamo alla politica e al governo da parte dei corpi intermedi dello Stato: avere il senso del limite".

Si sono dati appuntamento a Torino, questo pomeriggio, negli spazi delle Ogr, le ex Grandi Officine Riparazioni di Torino (dove un tempo si riparavano i treni), per partecipare all'incontro "Infrastrutture per lo sviluppo-Tav, L'Italia in Europa", e sollecitare il rilancio delle infrastrutture a partire dalla Tav. Presenti il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, il numero uno di Confcommercio, Carlo Sangalli, il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti.

Rispondono a distanza i No Tav, che sfileranno l'8 dicembre a Torino.

"L'Italia - e il Veneto - hanno bisogno di opere in grado di permettere alle imprese e ai cittadini di cogliere le opportunità di crescita, di connessione, di mobilità che derivano da infrastrutture strategiche, finalizzate non al mero mantenimento dello status quo bensì a portarci a livello di crescita e miglioramento costante dei paesi nostri concorrenti", avverte. L'accusa mossa contro gli imprenditori è che "l'alzata di scudi c'è solo quando i ben poco intraprendenti imprenditori rischiano di perdere una ricca commessa di soldi pubblici", poiché, continua il movimento che si oppone alla linea in Val Di Susa, "ben poco attivismo imprenditoriale si è visto quando la disoccupazione giovanile ha toccato il 40% o le infrastrutture da nord a sud sono crollate facendo vittime e feriti". Lo sottoscrivono Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna Casartigiani, Legacoop, Confcooperative, Agci, Confagricoltura, Confapi e Ance.

Sono arrivati da tutta Italia. E abbasserà la quota residua che l'Italia deve ancora stanziare da 1,2 miliardi a 366 milioni di euro.

"A conti fatti - rimarca il manifesto - completare la Torino-Lione costerebbe meno che non realizzarla, e senza la nuova linea il trasporto di merci su tutto il versante Ovest delle Alpi sarebbe più costoso".

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